Il Pistacchio di Raffadali cresce anche nella Valle dei Templi: Sciarratta, «Tutela del paesaggio e identità del territorio»
Il Parco archeologico partecipa al progetto di valorizzazione della Dop e ha recuperato e impiantato nuovi pistacchieti. I prodotti entrano anche nel paniere Diodoros, dalle creme al pesto. Il direttore Roberto Sciarratta: «Abbiamo sposato questo progetto».
Il Pistacchio di Raffadali Dop non cresce soltanto a Raffadali. Il suo areale, definito dal disciplinare, abbraccia un territorio più vasto e arriva anche dentro la Valle dei Templi, dove il Parco archeologico e paesaggistico ha recuperato vecchie piante e realizzato nuovi impianti.
Un legame tra agricoltura, paesaggio e identità che trova spazio anche nel Fastuca Fest, in programma a Raffadali dal 17 al 20 settembre. A raccontare il contributo del Parco al progetto di valorizzazione del pistacchio è il direttore Roberto Sciarratta.
«Per noi è un progetto che abbiamo sposato – spiega Sciarratta –. Nella Valle avevamo già dei pistacchi, li abbiamo recuperati e negli scorsi anni ne abbiamo piantati altri. È un lavoro intenso che corrisponde ai nostri obiettivi di tutela, in questo caso soprattutto paesaggistica».
Un nuovo pistacchieto nell’area archeologica di Grotta Rossa
L’attività del Parco non si è limitata alla Valle dei Templi. Un nuovo pistacchieto è stato infatti impiantato nell’area archeologica di Grotta Rossa, nel territorio di Raffadali.
«Questo dimostra che il Parco tutela non soltanto l’archeologia, ma anche il paesaggio – sottolinea il direttore – preservandone le caratteristiche. Il pistacchio che coltiviamo e al quale dedichiamo grande attenzione ha delle qualità che gli consentono di fare parte a pieno titolo di questo grande areale».
Un areale che coinvolge più territori, ma che, secondo Sciarratta, mantiene un riferimento ben preciso: «Partecipano altri enti e altri Comuni, ma il suo centro principale resta Raffadali».
Dal pistacchio alle creme e al pesto con il marchio Diodoros
La valorizzazione non si ferma alla coltivazione. Il pistacchio prodotto nelle aree del Parco è entrato anche nel paniere Diodoros, il progetto che recupera e valorizza le produzioni agricole legate al paesaggio storico della Valle dei Templi.
«È una delle concessioni che fanno parte del paniere Diodoros – aggiunge Sciarratta –. Non realizziamo soltanto il prodotto già sgusciato: insieme al concessionario vengono realizzate anche preparazioni, creme e pesto di pistacchio».
Il pistacchio diventa così parte di un progetto più ampio nel quale tutela archeologica, recupero del paesaggio e valorizzazione delle produzioni locali procedono insieme.
Ed è proprio questo uno dei messaggi che accompagneranno il Fastuca Fest: dietro il Pistacchio di Raffadali Dop non c’è soltanto un prodotto da portare in tavola, ma un territorio che prova a trasformare la propria storia agricola e il proprio paesaggio in un’opportunità di sviluppo.
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