Il Pd si sveglia, doccia fredda per La Vardera: «Avremo un nostro candidato alla Regione»
Barbagallo sceglie proprio gli Stati generali di Controcorrente per mettere le carte sul tavolo: «Indicheremo un nostro nome da proporre agli alleati. Se non ci sarà condivisione, primarie». La corsa alla presidenza della Regione nel centrosinistra cambia scenario
AGRIGENTO. La sveglia al Partito democratico è arrivata. E quasi contemporaneamente arriva una doccia fredda per Ismaele La Vardera.
Nel pieno degli Stati generali dei civici di Controcorrente, organizzati ad Agrigento dal movimento che ha già lanciato La Vardera nella corsa alla presidenza della Regione, il segretario regionale del Pd Anthony Barbagallo mette sul tavolo una posizione destinata a pesare nella costruzione della futura coalizione.
Il Partito democratico indicherà un proprio candidato alla presidenza della Regione Siciliana.
Non necessariamente il candidato definitivo della coalizione, ma un nome che i democratici porteranno al tavolo degli alleati. E se attorno a quel nome non dovesse maturare una condivisione, la strada indicata da Barbagallo è quella delle primarie.
«Nelle prossime settimane il Partito Democratico intensificherà l’interlocuzione al suo interno per definire il nome del proprio candidato presidente della Regione da proporre agli alleati – ha detto Barbagallo –. Se ci sarà condivisione sul nome del candidato del Pd bene, altrimenti proporremo le primarie come metodo per la scelta del candidato presidente».
Parole pronunciate questa mattina ad Agrigento, durante il confronto tra i segretari regionali del centrosinistra inserito proprio nel programma degli Stati generali di Controcorrente.
Ed è soprattutto il luogo scelto per pronunciarle a dare alla dichiarazione un peso politico particolare.
La Vardera ha già fatto la sua mossa e da settimane lavora apertamente alla candidatura per Palazzo d’Orléans. Controcorrente prova a costruire attorno al proprio leader un’area politica e civica capace di diventare il punto di aggregazione dell’alternativa al centrodestra.
Il Pd, adesso, fa sapere che non intende assistere da spettatore alla scelta del candidato.
La posizione di Barbagallo non chiude la porta a La Vardera: se si arriverà alle primarie, il leader di Controcorrente potrà naturalmente giocarsi la sua partita. Ma stabilisce un principio politico preciso: il principale partito del centrosinistra vuole mettere in campo un proprio nome e soltanto successivamente misurarsi con gli alleati.
Una risposta che arriva proprio mentre Controcorrente prova a dimostrare, attraverso gli Stati generali di Agrigento, la propria capacità di allargare il campo e dialogare con forze e personalità diverse.
Barbagallo sposta inoltre l’attenzione anche sul programma.
«Questo tempo – aggiunge il segretario regionale del Pd – andrà utilizzato per definire il programma elettorale. Pochi punti ma che siano chiari su cui costruire l’alternativa, non soltanto rispetto ai nomi e al malgoverno della destra, ma proponendo le idee e il modello di sviluppo della Sicilia che garantiscano crescita e prosperità per la nostra terra».
La partita, dunque, entra in una fase nuova.
La Vardera ha già candidato se stesso. Adesso il Pd annuncia che candiderà uno dei suoi. Se nessuno farà un passo indietro e non verrà trovato un nome condiviso, saranno le primarie a stabilire chi guiderà la coalizione nella sfida per Palazzo d’Orléans.
E il messaggio, arrivato proprio da Agrigento e proprio durante gli Stati generali di Controcorrente, difficilmente poteva essere più chiaro. Leggi anche: La vera partita non è La Vardera
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