Maddalusa e il caso Crosta, Alonge attacca: «I proclami e la moralizzazione valgono solo per gli altri?»
Il capo dell’opposizione (così per status il candidato sindaco sconfitto al ballottaggio) interviene sulla crisi idrica e sulla vicenda che riguarda il vicesindaco: «Chiarisca documenti alla mano». Nel mirino anche i “Top Player” dell’amministrazione Sodano
A quasi quattro mesi dall’interruzione dell’erogazione idrica a Maddalusa, Dino Alonge, capo dell’opposizione al Consiglio comunale di Agrigento, torna all’attacco dell’amministrazione guidata dal sindaco Michele Sodano. E lo fa collegando la mancata soluzione dell’emergenza idrica alla vicenda che nelle ultime settimane ha coinvolto il vicesindaco Giovanni Crosta e l’immobile di cui è proprietario.
«Siamo a quasi quattro mesi dal 9 maggio, data in cui è cessata l’erogazione idrica a Maddalusa – afferma Alonge –. È stato creato un ghetto, gli abitanti sono stati demonizzati e Maddalusa è diventata il simbolo dell’abusivismo ad Agrigento».
Secondo il capo dell’opposizione, nonostante le iniziative e gli incontri delle ultime settimane, la situazione sarebbe rimasta sostanzialmente immutata, mentre ci sarebbe il rischio che altre utenze ricadenti nella zona A possano essere interessate dall’interruzione dell’erogazione.
«In questa situazione drammatica – sostiene Alonge – l’Amministrazione in carica non riesce a trovare una soluzione degna di questo nome».
«Agrigento è diventata una città avvelenata»
L’esponente del centrodestra allarga poi il ragionamento al clima politico che si respira in città e all’utilizzo dei social.
«Spiace constatare che in tutto questo la città risulta ancora più avvelenata. Come ero stato improvvido in campagna elettorale parlando di pacificazione: un sogno mai avverato. Oggi, con lo strumentale utilizzo dei social, Agrigento è diventata una foresta oscura e pericolosa dove nulla è risparmiato a chicchessia. E ricordiamoci tutti che veleno porta veleno».
Alonge torna quindi su uno dei temi utilizzati più volte dal sindaco Sodano per descrivere la propria squadra: quello dei “Top Player”.
«Agrigento voleva un sindaco moderno e dinamico, capace di affrontare le difficoltà e segnare un’inversione di marcia. Abbiamo invece un sindaco che, rispetto alla più grave emergenza degli ultimi anni, non ha ancora trovato una risposta».
Poi l’affondo: «Il sindaco “fermo ed indomito” continua a parlare di Top Player. I suoi lo sono tutti: persone in grado di trasformare la terra in oro, ultra competenti e meravigliose. Per carità, ormai li sto piano piano conoscendo. Brave persone, anche simpatiche, ma scusatemi: non vedo campioni».
Il “guanto” e il caso Crosta
È a questo punto che Alonge concentra l’attacco sul vicesindaco Giovanni Crosta.
«In una città stordita e confusa, che apprende e ormai guarda con sospetto video e reel, arriva la vicenda dell’avvocato Crosta. Una vicenda che sinceramente lascia spiazzati».
Il riferimento è anche ad alcune recenti dichiarazioni dello stesso vicesindaco rilasciate in un’ intervista esclusiva ad Agrigento Notizie: «Crosta qualche giorno fa, da Top Player, parlava di un “calzino da rivoltare”. Consiglio di riporre il guanto, viste le temperature, in un cassetto per tempi migliori».
Alonge sostiene di avere già invitato pubblicamente Crosta a chiarire la propria posizione: «L’ho invitato a chiarire la sua vicenda pubblicamente e così andare avanti, ma ad oggi nessuna risposta».
Quindi pone una serie di interrogativi politici: «Come ha potuto Crosta, in campagna elettorale, tenuto conto della propria appartenenza politica e degli slogan del suo mentore, dimenticare di essere proprietario di una casa abusiva, seppur ereditata? Come può convivere politicamente con Legambiente, le cui posizioni sull’abusivismo sono chiarissime da anni? Come ha potuto accettare certe deleghe?».
E ancora: «Gli slogan, i proclami, la moralizzazione e le iniziative valgono solo per gli altri?».
La richiesta di chiarimenti sui presunti lavori
Alonge richiama poi quanto riportato da Report Sicilia in merito all’immobile. Si tratta di circostanze sulle quali, sottolinea il capo dell’opposizione, sarebbe necessario un chiarimento da parte del diretto interessato.
«Alla luce di quanto emerso dalle ultime indagini giornalistiche di Report Sicilia, sembrerebbe che sulla casa ereditata siano state effettuate ulteriori lavorazioni anche in epoca recente. Su questo dato è necessario un chiarimento immediato da parte di Crosta, posto che a Maddalusa si è criminalizzato un intero quartiere lasciandolo senza acqua, bene primario. E lì sembrerebbe si tratti di abusi risalenti a cinquant’anni fa».
Da qui la richiesta politica rivolta direttamente al vicesindaco e, indirettamente, al primo cittadino.
«Su questi fatti il vicesindaco chiarisca, documenti alla mano, o altrimenti ne tragga le “conclusioni dovute”, oppure sia il sindaco a porre rimedio».
«Il Paese delle meraviglie si è già dissolto»
La conclusione di Alonge diventa infine una rivendicazione della propria appartenenza politica.
«Se questo è lo stato delle cose, allora affermo di essere iper orgoglioso di appartenere al centrodestra, con tutte le sue contraddizioni e criticità».
E chiude con un ultimo affondo: «Tra vero stupore e disincanto, con rammarico e tristezza, io che non ho mai apprezzato i moralizzatori, sia vecchi che nuovi, rimango a guardare questi signori con la ormai consolidata consapevolezza che il “Paese delle meraviglie” si è già dissolto».
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