Agrigento Pride, le voci dalla piazza: «Un percorso iniziato tanto tempo fa, viva l’amore»
Tra i partecipanti alla manifestazione c’è chi guarda alla giornata come al risultato di un cammino lungo anni e chi sottolinea il cambiamento avvenuto anche all’interno del mondo cattolico. «Agrigento può riconoscersi come città inclusiva»
AGRIGENTO – Non soltanto colori, musica e bandiere. Il primo Pride di Agrigento diventa anche l’occasione per ascoltare le voci di chi, sui temi dei diritti e dell’inclusione, lavora da molti anni e vede nella manifestazione un punto di arrivo ma soprattutto una possibile nuova partenza.
Tra i partecipanti c’è chi racconta un impegno che ad Agrigento viene da lontano, quando parlare pubblicamente di questi temi era certamente più difficile rispetto a oggi.
«Finalmente stiamo raccogliendo i frutti di un progetto iniziato tanto, tanto tempo fa – racconta uno dei protagonisti della manifestazione –. Faccio questo lavoro da 26 anni. Che oggi possa essere l’inizio di un nuovo percorso, ancora più colorato. Viva l’amore».
Una testimonianza che restituisce al Pride agrigentino anche una dimensione che va oltre la giornata e il corteo: quella di un cambiamento maturato lentamente, attraverso il lavoro di associazioni, volontari e persone che negli anni hanno cercato di creare spazi di confronto e di rivendicare maggiore attenzione sui temi dei diritti.
Dalla piazza arriva anche una riflessione sul rapporto con il mondo della Chiesa e sui passi compiuti negli ultimi anni sul terreno dell’ascolto e del dialogo.
«La nostra è una Chiesa che nasce come inclusiva già dal suo manifesto di fondazione. Anche la Chiesa cattolica romana, grazie all’operato di Papa Francesco, ha iniziato ad aprire un’accoglienza e un dialogo sulla questione LGBT. Per noi questa è una nota assolutamente positiva».
Un percorso che, secondo la testimonianza, deve però continuare: «Va ampliato e certamente reso ancora più concreto. Penso che sia molto positivo».
Il riferimento alla Chiesa assume un significato particolare proprio ad Agrigento, dove, come raccontato da AgrigentoOggi, l’Arcidiocesi ha già avviato un proprio percorso di ascolto e accompagnamento delle persone omoaffettive e dei loro genitori, attraverso il SAPO.
E dalla manifestazione arriva infine uno sguardo sulla città e sulla sua identità.
«Agrigento si riconosce come una città inclusiva, una città che ha una grande storia. Penso che anche questo aspetto debba essere presente, vissuto ed esperito».
Sono voci diverse che accompagnano il corteo partito da piazza Municipio. E raccontano forse l’aspetto meno appariscente del Pride: dietro una giornata di festa ci sono percorsi iniziati molto prima che le bandiere arcobaleno arrivassero nelle strade di Agrigento e destinati a continuare anche quando la piazza si sarà svuotata. Leggi anche: Pride Agrigento, il corteo parte dal Municipio. Sodano: «Una città aperta e inclusiva»
Segui il canale AgrigentoOggi su WhatsApp