Dalle prime denunce del sindaco alla diffida ad AICA, dalla protesta in piazza alla richiesta di dimissioni del CdA avanzata dal movimento che ha sostenuto Sodano: due azioni diverse, una stessa emergenza. Ora la partita passa dai Comuni soci.
AGRIGENTO – La nuova amministrazione Sodano ha scelto l’acqua come uno dei primi terreni sui quali misurare la propria azione di governo. E in poche settimane il confronto con AICA è passato dalla denuncia dei disservizi a una vera e propria questione politica.
Ma c’è una distinzione che va mantenuta.
Una cosa è l’azione del sindaco. Un’altra è quella di ControCorrente, il movimento politico che ha sostenuto la sua candidatura.
Il primo agisce come rappresentante dell’istituzione. Il secondo interviene sul terreno politico.
È una differenza tutt’altro che formale.
Il sindaco: dall’emergenza alla contestazione
Fin dal suo insediamento, Michele Sodano ha indicato l’emergenza idrica come una delle priorità del nuovo governo cittadino.
Nel corso dell’estate ha quindi portato sempre più apertamente il problema all’attenzione pubblica, contestando ad AICA guasti, perdite, tempi degli interventi e criticità legate alla nuova rete idrica.
Il confronto è arrivato anche sui social, con il sindaco impegnato a mostrare direttamente ai cittadini situazioni che, secondo la sua amministrazione, evidenziavano le difficoltà del servizio.
AICA ha replicato, rivendicando gli interventi effettuati e richiamando il Comune alla «leale collaborazione istituzionale».
Poi è arrivata la piazza.
L’8 agosto, nel pieno dell’emergenza, Agrigento ha manifestato per l’acqua. Sodano ha partecipato alla protesta e ha formalizzato una diffida nei confronti di AICA.
È stata una scelta politica forte, ma compiuta dal sindaco nel suo ruolo istituzionale.
ControCorrente: dal dissenso alla richiesta di cambio di passo
Il 21 agosto è arrivato il secondo fronte.
ControCorrente Agrigento ha chiesto al Consiglio di amministrazione di AICA di fare un passo indietro, parlando di «fallimento della gestione del servizio idrico».
Qui il livello cambia.
ControCorrente non è il Comune di Agrigento e la sua richiesta non è una deliberazione della Giunta.
Ma politicamente il segnale è pesante, perché arriva dal movimento che ha sostenuto Sodano e che rappresenta una parte importante della maggioranza politica che lo ha portato a Palazzo dei Giganti.
Il sindaco contesta il funzionamento del servizio. Il suo movimento mette invece in discussione chi lo governa.
Sono due piani diversi, ma inevitabilmente comunicanti.
Il punto è: chi può cambiare il CdA?
Ed è qui che la politica dovrà fare i conti con le regole.
AICA è un’azienda consortile dei Comuni agrigentini. Il suo Consiglio di amministrazione non può essere semplicemente rimosso dal sindaco di Agrigento.
Lo statuto attribuisce infatti all’Assemblea degli enti consorziati, composta dai rappresentanti dei Comuni soci, le competenze sulla nomina e sulla revoca degli amministratori.
Quindi, se la richiesta di ControCorrente vuole diventare una vera iniziativa politica, il passaggio obbligato sarà l’assemblea dei sindaci.
È lì che si misurerà la reale forza della posizione di Sodano.
Perché denunciare un problema è una cosa.
Convincere gli altri Comuni soci che quel problema dipende dalla governance di AICA è un’altra.
Il paradosso dei 54,7 milioni
Nel frattempo AICA presenta un’altra fotografia.
L’azienda ha annunciato ad agosto 7,2 milioni di euro già assegnati per interventi sul Sistema Voltano e altri 47,52 milioni di interventi dichiarati ammissibili ma ancora da finanziare.
Tra questi c’è un progetto da 16,2 milioni per la ristrutturazione e automazione della rete idrica di Agrigento.
È un dato che complica la lettura politica. Perché da una parte ci sono cittadini che continuano a vivere l’emergenza e un sindaco che denuncia disservizi. Dall’altra c’è un gestore che rivendica una programmazione infrastrutturale di dimensioni significative. Non sono necessariamente due verità incompatibili. Un conto è avere progetti e finanziamenti, un altro è garantire ogni giorno un servizio efficiente.
Ora arriva la parte difficile
La nuova amministrazione ha avuto il merito politico di mettere l’acqua al centro del dibattito. ControCorrente ha fatto un passo ulteriore, chiedendo di mettere in discussione il vertice di AICA. Ma adesso la politica deve trasformare le parole in atti.
Se Sodano ritiene che il problema sia anche nella gestione del servizio, dovrà spiegare quale cambiamento vuole e portare la questione nelle sedi nelle quali quel cambiamento può essere deciso. E soprattutto dovrà confrontarsi con gli altri sindaci soci. La vera partita, quindi, non è ancora quella delle dichiarazioni.
È quella dei numeri, delle responsabilità e delle soluzioni.
Il Comune di Agrigento riuscirà a trasformare la protesta in una proposta condivisa?
ControCorrente continuerà a sostenere la richiesta di un cambio del CdA?
E, soprattutto, la nuova amministrazione riuscirà a incidere concretamente sulla gestione del servizio, al di là dello scontro politico?
Alla fine, per gli agrigentini, la risposta avrà una misura molto semplice: aprire il rubinetto e trovare l’acqua. Leggi anche: Maddalusa senz’acqua da quattro mesi, il caso esplode in Consiglio comunale
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