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Home » Teatro » Terremoto al Pirandello, dopo l’attacco frontale di Sodano si dimette il Cda

Terremoto al Pirandello, dopo l’attacco frontale di Sodano si dimette il Cda

21 Agosto 2026
in Teatro, Top
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Pirandello, il Cda lascia e rompe il silenzio: «Dal sindaco nessun fattivo riscontro»

AGRIGENTO – Alla fine si dimettono tutti. Dopo Andrea Cirino, che aveva lasciato volontariamente l’incarico già il 23 luglio, arrivano anche le dimissioni del presidente Alessandro Patti e dei consiglieri Pino Miccichè e Gaetano Airò. Si chiude così, con qualche mese di anticipo rispetto alla naturale scadenza di novembre, l’esperienza dell’attuale Consiglio di amministrazione della Fondazione Teatro Pirandello per la componente di nomina comunale.

Nella lettera di dimissioni, il Cda rivendica i risultati raggiunti nei cinque anni di gestione, ma sottolinea soprattutto di avere cercato, dopo l’insediamento della nuova amministrazione, un confronto con il giovane sindaco «senza ricevere alcun fattivo riscontro». Quindi la decisione: «Certi di aver onorato al meglio delle nostre possibilità il prestigioso ed onorifico mandato conferitoci, rassegniamo le nostre irrevocabili ed anticipate dimissioni».

Una decisione che arriva dopo giorni particolarmente pesanti sul piano politico.

Soltanto pochi giorni fa, infatti, il sindaco Michele Sodano, intervenendo dopo le indiscrezioni pubblicate da AgrigentoOggi sul futuro Cda, non si era limitato a smentire i nomi circolati. Aveva utilizzato parole molto dure sulla gestione delle istituzioni cittadine.

«Siamo al lavoro per un rinnovamento profondo della governance, affinché le istituzioni di Agrigento siano definitivamente sottratte alle logiche della spartizione politica», aveva scritto il primo cittadino.

E ancora: «Gli incarichi saranno sempre affidati sulla base del merito, delle competenze e della qualità dei percorsi professionali. E chi era abituato a considerare questi luoghi un terreno di rendita resterà deluso».

Parole pesanti. Pesantissime se pronunciate da un sindaco parlando del futuro di una Fondazione il cui Cda era ancora formalmente in carica.

Non sappiamo se siano state proprio quelle dichiarazioni a determinare la decisione di Patti, Miccichè e Airò. Saranno eventualmente i diretti interessati a chiarirlo. Ma la successione degli eventi è difficile da ignorare: prima l’annuncio di un «rinnovamento profondo», accompagnato dai riferimenti alla «spartizione politica» e ai «terreni di rendita»; adesso le dimissioni dei vertici.

E inevitabilmente quelle parole assumono oggi un peso diverso.

Anche perché l’attuale Cda aveva una scadenza ormai vicina, fissata a novembre. Si sarebbe potuto attendere ancora qualche mese e arrivare al naturale completamento del mandato. Si è scelta invece la strada delle dimissioni anticipate, liberando immediatamente il campo e consentendo alla nuova amministrazione di procedere al riassetto della Fondazione.

A questo punto sarà il sindaco Sodano a scegliere.

E sarà interessante verificare concretamente il principio che lui stesso ha indicato: merito, competenze e qualità dei percorsi professionali, fuori dalle logiche della spartizione politica.

Perché dopo parole tanto nette l’asticella è stata alzata dallo stesso primo cittadino. I nuovi componenti del Cda non dovranno soltanto essere persone di valore: dovranno dimostrare, proprio alla luce delle dichiarazioni del sindaco, di rappresentare quella discontinuità rispetto alle appartenenze e ai «terreni di rendita» che Sodano ha pubblicamente promesso.

Va detto anche ciò che, nella polemica di queste ore, rischia di essere dimenticato. La governance del Teatro Pirandello insediatasi dopo l’emergenza pandemica ha contribuito concretamente al rilancio dell’attività teatrale, riportando pubblico e abbonati e costruendo stagioni capaci di ospitare spettacoli e artisti di primo piano. Basti ricordare l’Orchestra del Teatro alla Scala, Claudio Baglioni – tornato più volte e in stagioni diverse –, Fabio Concato e, più recentemente, Giovanni Allevi, solo per citare alcuni degli appuntamenti di maggiore richiamo.

È stata anche una governance che ha cercato di aprire il Teatro alla città, riportando il pubblico al centro e dando spazio alle migliori espressioni del territorio. Un Cda composto anche da figure provenienti dalla politica, certo, ma che ha saputo resistere a stagioni difficili, polemiche e attacchi mediatici, particolarmente intensi anche nell’anno di Agrigento Capitale della Cultura, continuando nel frattempo ad approvare i conti e ad assumersi la responsabilità delle proprie scelte.

Va ricordato anche il contributo di Marco Savatteri, con il successo delle visite teatralizzate, capaci di aprire il Pirandello alla città, e dei talk con il pubblico, che hanno trasformato il teatro in uno spazio di incontro e partecipazione.

Per questo, proprio adesso che si annuncia un «rinnovamento profondo», a Michele Sodano diciamo una cosa semplice: per cambiare Agrigento servono i migliori. Non soltanto i più vicini.

Ma attenzione: cambiare non significa azzerare per partito preso, né considerare automaticamente sbagliato tutto ciò che appartiene alla stagione precedente. Il vero cambiamento richiede anche il coraggio di riconoscere meriti, competenze e risultati, indipendentemente dalle appartenenze.

Se qualcuno ha lavorato bene, se un’esperienza ha prodotto risultati, sostituirlo soltanto perché espressione di chi c’era prima non è necessariamente rinnovamento. Rischia di diventare, al contrario, quella stessa logica di appartenenza che si dice di voler superare.

Governare significa certamente scegliere. Ma significa anche avere l’intelligenza di riconoscere ciò che ha funzionato e conservarlo, persino quando porta la firma di chi ci ha preceduto o di chi non appartiene al proprio cerchio.

Le dimissioni del Cda, dunque, chiudono una fase. Adesso comincia quella più delicata: dimostrare con i nomi e con le scelte che quelle parole non erano soltanto un attacco a chi c’era prima, ma il principio con cui verrà costruito ciò che verrà dopo.

Perché cambiare i nomi è facile. Cambiare in meglio è tutta un’altra cosa.

Ecco la lettera di dimissioni per intero : Pirandello, il Cda lascia e rompe il silenzio: «Dal sindaco nessun fattivo riscontro»

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