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Home » Teatro » Pirandello, il Cda lascia e rompe il silenzio: «Dal sindaco nessun fattivo riscontro»

Pirandello, il Cda lascia e rompe il silenzio: «Dal sindaco nessun fattivo riscontro»

21 Agosto 2026
in Teatro, Cultura, note ufficiali
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Pirandello, il Cda spiega le dimissioni: «Nessun fattivo riscontro dal sindaco»

AGRIGENTO – Tre pagine per spiegare le ragioni delle dimissioni anticipate, ripercorrere cinque anni di gestione e rivendicare le scelte compiute alla guida della Fondazione Teatro Pirandello. Alessandro Patti, Pino Miccichè e Gaetano Airò lasciano il Consiglio di amministrazione prima della naturale scadenza del mandato, prevista per la fine di novembre 2026, e affidano a una lunga lettera il bilancio della loro esperienza.

Il primo passaggio riguarda proprio i rapporti con la nuova amministrazione comunale. Dopo l’insediamento del sindaco Michele Sodano, il Cda sostiene di avere immediatamente sollecitato un confronto affinché il passaggio di consegne potesse avvenire «nel modo più indolore possibile» per garantire l’operatività del Teatro.

Una necessità dettata anche dalla particolare natura dell’attività teatrale, che richiede programmazione, calendarizzazione e decisioni organizzative e logistiche da assumere con largo anticipo. 

La stagione già pronta e il nodo dell’ufficio stampa

Sul fronte della programmazione, il Cda ricorda di avere già predisposto in larga parte la stagione teatrale 2026-2027, presentata nella tarda primavera, come avviene – sottolineano i dimissionari – nei più prestigiosi teatri italiani.

Restava da affrontare la campagna promozionale per gli abbonamenti. Ed è proprio qui che nella lettera viene evidenziato un problema: dal primo luglio la Fondazione è rimasta senza addetto stampa.

Il Cda sostiene di avere manifestato al nuovo sindaco, «per mero garbo istituzionale», la disponibilità a condividere tutte le azioni da mettere in campo nell’ultimo scorcio del mandato, proprio per rispetto di chi sarebbe stato successivamente chiamato a guidare il Teatro.

Ma il confronto auspicato, secondo i consiglieri dimissionari, non sarebbe arrivato: «Non avendo ad oggi ricevuto alcun fattivo riscontro», il Cda ha deciso di congelare l’avviso pubblico per la raccolta delle manifestazioni d’interesse, sottolineando allo stesso tempo l’urgenza di dotare nuovamente la Fondazione di un addetto stampa istituzionale.

Analogo atteggiamento sarebbe stato adottato rispetto alle numerose richieste di utilizzo del Teatro per iniziative promosse da soggetti esterni: il Cda afferma di avere temporeggiato proprio nell’attesa di conoscere le intenzioni della nuova amministrazione. 

Da Baglioni ad Allevi, fino alla Scala: il bilancio artistico

Una parte consistente della lettera è dedicata alla rivendicazione dell’attività culturale svolta.

Il Cda definisce le iniziative extra cartellone «il fiore all’occhiello di questa governance» e mette in fila alcuni dei protagonisti arrivati negli ultimi anni al Pirandello: Giovanni Allevi, Claudio Baglioni, Fabio Concato, l’Orchestra d’archi dell’Accademia del Teatro alla Scala di Milano, Paolo Buonvino e Lello Analfino & Friends, quest’ultimo protagonista dell’iniziativa dedicata all’Ucraina.

Viene ricordata anche la serata dedicata a Domenico Modugno, insieme alle altre iniziative che, secondo il Cda, sarebbero state il risultato di precise scelte politico-culturali, programmate con anticipo e unità d’intenti.

Lo stesso vale per le collaborazioni istituzionali sviluppate in questi anni, tra le quali vengono indicate quelle con la Prefettura di Agrigento, l’Archivio di Stato e il Conservatorio Toscanini di Ribera. 

Savatteri e il successo delle visite teatralizzate

Nel bilancio trova spazio anche l’attività innovativa affidata negli ultimi anni a Marco Savatteri, definito nella lettera «indiscutibile eccellenza del nostro territorio».

Il Cda ricorda in particolare le visite teatralizzate, capaci di ottenere, scrivono i consiglieri, successo «di pubblico e critica». Un progetto riproposto nei periodi estivi, natalizi e pasquali e inserito in una strategia più ampia di apertura del Teatro alla città e al territorio. 

Il rapporto con le scuole

Un altro capitolo riguarda il mondo scolastico. La governance uscente rivendica la programmazione di attività culturali rivolte agli studenti di ogni ordine e grado, con calendari di matinée predisposti all’inizio dell’anno scolastico e progetti PCTO sviluppati attraverso rapporti di collaborazione con diversi istituti.

Da una di queste sinergie, ricorda il Cda, è nato anche il progetto che ha condotto alla realizzazione e pubblicazione del nuovo libro sul Teatro Pirandello edito da Giunti Editore. 

Personale, costi e biglietteria online

La lettera entra poi nella gestione amministrativa della Fondazione.

Fino al 2020, viene ricordato, il Teatro poteva contare su numerosi dipendenti comunali che nel tempo avevano acquisito competenze specifiche, sia amministrative e contabili sia tecniche. Una soluzione che permetteva anche di contenere i costi, dal momento che alla Fondazione rimaneva sostanzialmente l’onere dell’eventuale lavoro straordinario.

La progressiva riduzione del personale comunale avrebbe però costretto il Teatro a ricorrere a professionalità esterne, determinando un inevitabile incremento dei costi di gestione.

In questo contesto, il Cda rivendica anche l’introduzione della biglietteria online, della quale il Pirandello era precedentemente sprovvisto e che viene definita un patrimonio destinato a rimanere a disposizione della Fondazione.

Secondo gli amministratori uscenti, sarà adesso necessario individuare diverse figure professionali con esperienza e conoscenze specifiche, prevedendo impegni almeno di medio periodo. 

«Attendevamo indicazioni dal sindaco»

Pur riconoscendo alla direttrice generale la piena autonomia e la responsabilità gestionale, amministrativa e contabile prevista dallo Statuto, il Cda torna sul rapporto con la nuova amministrazione.

I consiglieri spiegano di essere rimasti in attesa delle indicazioni del sindaco per poter compiere valutazioni e scelte condivise. Indicazioni che, scrivono, «ad oggi» non erano ancora pervenute.

Da qui la decisione di congelare anche altri avvisi per la raccolta delle manifestazioni d’interesse relative alle figure professionali necessarie alla Fondazione. 

La Commissione con Comune, Regione e Fondazione

Nella lettera viene inoltre rivelato che il Cda aveva immaginato un meccanismo per rendere condivisa la selezione delle nuove professionalità.

Era stata infatti prevista una Commissione di valutazione composta da tre membri: uno in rappresentanza del Comune di Agrigento, uno indicato dalla Regione Siciliana e uno dalla Fondazione.

In questo modo il Cda si sarebbe rimesso alle decisioni di quella che nella lettera viene definita una «Commissione bipartisan», considerata espressione della volontà di collaborazione «nel supremo interesse del Teatro e della Città».

Il passaggio viene chiuso dai dimissionari con due sole parole: «Ma tant’è». 

«Lasciamo il terzo polo teatrale della Sicilia»

La parte conclusiva della lettera diventa un vero bilancio dei cinque anni.

Il Cda sostiene di lasciare in eredità un Teatro che, nell’ultimo quinquennio, avrebbe raggiunto notorietà e apprezzamenti a livello nazionale, diventando, secondo la definizione utilizzata dagli stessi amministratori, «indiscutibilmente il terzo polo teatrale della Sicilia».

Un risultato attribuito a una linea politico-culturale che avrebbe cercato di mettere Agrigento al centro della programmazione.

Tra gli esempi vengono ricordati gli appuntamenti estivi en plein air nell’atrio del Pirandello, i progetti di destagionalizzazione “Agrigento Città-Teatro”, capaci di coinvolgere il centro storico da Porta di Ponte fino all’interno del Teatro, e ancora le visite teatralizzate, con il coinvolgimento di numerose realtà locali. 

Da Placido a Castellitto, Leo, Rubini e Muccino

Accanto alle produzioni territoriali, il Cda rivendica la capacità di portare ad Agrigento alcune delle principali produzioni teatrali in circuitazione nazionale.

Nella lettera vengono ricordati Michele Placido, Pamela Villoresi, Sergio Castellitto, Edoardo Leo, Sergio Rubini, Marisa Laurito, Giorgio Pasotti, Pippo Pattavina, Moni Ovadia e Gabriele Muccino, oltre a numerosi altri protagonisti delle stagioni del Pirandello.

Il Cda individua poi un altro segnale della propria attenzione al territorio nella decisione di intitolare la sala grande del Teatro a Pippo Flora, ricordato come artista di elevatissime qualità che aveva incentrato molti dei propri progetti sulla valorizzazione delle professionalità locali. 

Le dimissioni irrevocabili

Poi la conclusione.

Dopo avere ricostruito attività, scelte e risultati dei cinque anni di mandato, Patti, Miccichè e Airò scrivono di essere «certi di aver onorato al meglio delle nostre possibilità il prestigioso ed onorifico mandato conferitoci».

Da qui la decisione di rassegnare le «irrevocabili ed anticipate dimissioni», con l’auspicio che il Teatro Pirandello possa continuare ancora a lungo a rappresentare «il fiore all’occhiello dell’offerta culturale della nostra provincia». 

Si chiude così, con alcuni mesi di anticipo rispetto alla naturale scadenza di novembre, una stagione durata cinque anni. Adesso il Teatro Pirandello entra ufficialmente nella fase del nuovo corso voluto dall’amministrazione Sodano. Leggi l’approfondimento Pirandello, il Cda lascia e rompe il silenzio: «Dal sindaco nessun fattivo riscontro»

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