AGRIGENTO. La casa che non c’è, il letto che manca, la burocrazia che rallenta ogni soluzione. Ad Agrigento torna al centro dell’attenzione la vicenda di Danilo, il senzatetto che da tempo vive in condizioni di forte precarietà e che è diventato il simbolo di un’emergenza abitativa che riguarda anche altre persone. A rilanciare l’appello è l’associazione dei volontari di strada, che chiede alle istituzioni un intervento concreto e immediato.
La presidente Anna Marino torna a rivolgersi soprattutto al comune, indicando una possibile soluzione: utilizzare gli appartamenti che fanno parte del patrimonio immobiliare dell’ente e che oggi sono inutilizzati. Alcuni di questi alloggi si trovano nel centro storico e, secondo l’associazione, avrebbero bisogno soltanto di interventi di manutenzione per poter essere messi a disposizione di chi non ha una casa.
Il problema, però resta anche quello dei tempi. I volontari di strada denunciano una macchina burocratica troppo lenta rispetto alle necessità di chi vive per strada e chiede che l’emergenza venga affrontata senza ulteriori rinvii. L’associazione conferma la propria disponibilità a fare la sua parte, sia per aiutare Danilo sia per sostenere altre persone che si trovano nella stessa situazione.
Ma la richiesta non riguarda soltanto un singolo caso. Secondo l’associazione, il numero delle persone senza una sistemazione stabile è in aumento e Agrigento ha bisogno di una struttura capace di offrire un riparo a chi, soprattutto nei periodi più difficili, non ha un luogo dove dormire. Da qui torna la proposta di realizzare un dormitorio pubblico.
L’associazione ripropone anche alcune iniziative già indicate in passato per affrontare le situazioni di povertà: un banco alimentare e un emporio civico, strumenti pensati per aiutare le famiglie e le persone in difficoltà a fronteggiare le necessità quotidiane.
L’appello, quindi, è rivolto alla nuova amministrazione comunale, chiamata a mettere l’emergenza abitativa tra le priorità. Per i volontari di strada servono risposte concrete, a partire dagli immobili già disponibili, e un percorso stabile per chi oggi vive ai margini della società.
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