Maricetta Lombardo, la signora del suono con Agrigento nel cuore
C’è un modo tutto particolare di lasciare il segno nel cinema: non apparire sullo schermo, ma contribuire a renderlo più vero attraverso i suoni. È quello che da oltre trent’anni fa Maricetta Lombardo, agrigentina doc, una delle più affermate professioniste del suono del cinema italiano e una delle poche donne ad aver conquistato un ruolo che, per lungo tempo, è stato quasi esclusivamente maschile.
La sua storia professionale comincia proprio dalla sua città. Dopo il diploma all’Accademia di Belle Arti, dove studia scenografia, negli anni Novanta frequenta un corso di formazione teatrale e cinematografica organizzato in Sicilia. Da lì nasce la decisione di trasferirsi a Roma e frequentare il Centro Sperimentale di Cinematografia, dove nel 1992 consegue il diploma in Tecnica del Suono.
È l’inizio di una carriera straordinaria.
Nel 1998 incontra Matteo Garrone e, con il documentario Pipolo fotografo di matrimoni e successivamente con Estate romana, comincia un sodalizio destinato a diventare uno dei più importanti del cinema italiano contemporaneo. Con Garrone lavorerà, tra gli altri, a Gomorra, Reality, Il racconto dei racconti, Dogman, Pinocchio e Io capitano.
Nel corso della sua carriera collaborerà anche con grandi registi come Francesca Comencini, Leonardo Di Costanzo, Edoardo Gabbriellini, Abbas Kiarostami, Mario Martone e Stefano Sollima.
Tre David e una lunga collezione di riconoscimenti
Il suo curriculum è quello di una professionista ai vertici della cinematografia italiana. I riconoscimenti più prestigiosi sono arrivati con alcuni dei film più importanti degli ultimi anni.
Nel 2009 arriva il primo David di Donatello per il miglior suono, conquistato con Gomorra di Matteo Garrone. Nello stesso anno riceve anche il Nastro d’Argento per il sonoro in presa diretta dello stesso film.
Nel 2015 arriva un altro Nastro d’Argento per Il racconto dei racconti. Nel 2018 è protagonista di un doppio successo ai Nastri d’Argento, vincendo per Dogman e per L’intrusa di Leonardo Di Costanzo.
Nel 2019 conquista il suo secondo David di Donatello, ancora una volta con Garrone, per Dogman. Con Pinocchio, l’anno successivo, arriva un altro Nastro e, nel 2021, il Ciak d’Oro per il miglior sonoro.
Il terzo David di Donatello arriva nel 2024 con Io capitano, sempre di Matteo Garrone. Nello stesso anno si aggiudica anche il quinto Nastro d’Argento con il medesimo film.
Il bilancio è impressionante: tre David di Donatello, numerosi Nastri d’Argento e altri riconoscimenti, oltre a una lunga serie di candidature. Nel 2025 è stata ancora candidata al Nastro d’Argento per Fuori di Mario Martone e, per questo film, nel 2026 ha ricevuto una candidatura al David di Donatello per il miglior suono. Sempre nel 2026 è arrivata un’altra candidatura ai Nastri per Gli occhi degli altri di Andrea De Sica.
Il legame mai interrotto con Agrigento
Eppure, forse, i riconoscimenti più affettuosi sono quelli che arrivano dalla sua città.
Agrigento non ha mai smesso di considerare Maricetta Lombardo una propria figlia. Nel 2022 il Premio Telamone, dedicato alle personalità siciliane che si sono distinte per talento e impegno, le ha reso omaggio riconoscendone il prestigio professionale e il contributo alla diffusione di un’immagine positiva della Sicilia.
Nel 2024 il festival Kinéma, ideato e diretto da Leandro Picarella e realizzato nella suggestiva cornice della Valle dei Templi, le ha dedicato una serata speciale intitolata La signora del suono, pensata per rendere omaggio non soltanto alla sua straordinaria carriera, ma anche alla sua persona.
E solo qualche giorno fa, l’Inner Wheel Club di Agrigento, presieduto da Patrizia Vitellaro Di Giovanni, le ha assegnato la prima edizione del Premio Giunone, nel corso di una cerimonia svoltasi a Casa Sanfilippo, nella Valle dei Templi.
Non è stato soltanto un omaggio a una professionista pluripremiata. È stato, soprattutto, un riconoscimento a una donna che rappresenta bene quella parte di Agrigento capace di partire dalla propria terra, conquistare il mondo e continuare a portare con sé le proprie radici.
Il successo senza perdere la semplicità
E forse è proprio questo l’aspetto più bello della sua storia. Perché il successo non l’ha cambiata.
Nonostante i premi, i grandi film e le collaborazioni con registi di fama internazionale, lei è rimasta la Maricetta di sempre: una donna semplice, disponibile, discreta, con un rapporto autentico con la sua città e con le persone che la conoscono. Una concittadina con cui parlare, scherzare, condividere un progetto. Una persona che, quando viene chiamata, spesso trova il modo di esserci.
E le sollecitazioni che le arrivano sono tante: incontri, manifestazioni, iniziative culturali, festival, conversazioni sul cinema. Lei continua a partecipare con generosità e semplicità, mettendo a disposizione la propria esperienza senza atteggiarsi a star, una qualità tutt’altro che scontata.
Maricetta Lombardo ha conquistato uno dei mestieri più difficili del cinema e raggiunto i vertici della sua professione.
Ma, nonostante tutto, quando torna ad Agrigento resta semplicemente Maricetta.
E forse è proprio questa la sua vittoria più bella: aver raggiunto il successo senza perdere se stessa.
Nella foto Inner Wheel Agrigento: a Maricetta Lombardo il primo “Premio Giunone”
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