Cda Pirandello, Sodano smentisce ma Gaz conferma: «Il sindaco mi ha pensato per la Fondazione»
AGRIGENTO – Il sindaco Michele Sodano smentisce le indiscrezioni pubblicate da AgrigentoOggi sul possibile nuovo Consiglio di amministrazione della Fondazione Teatro Pirandello. Ma proprio uno dei nomi indicati nell’articolo, Riccardo Gaziano, in arte Gaz, conferma pubblicamente di essere stato effettivamente preso in considerazione dal primo cittadino per entrare nel Cda.
«Ringrazio tanto il sindaco della mia città per avermi pensato come membro del Cda della Fondazione del Teatro Pirandello», ha scritto Gaz sui propri profili social, precisando però subito dopo: «Personalmente credo non sia un ruolo giusto per me. Non mi interessano incarichi politici, non li ho mai cercati e mi sentirei in gabbia».
Una dichiarazione che conferma, almeno per quanto riguarda la sua posizione, quanto riportato da AgrigentoOggi. Nell’articolo pubblicato ieri avevamo infatti scritto che Gaz era tra i nomi sui quali il sindaco starebbe ragionando e, soprattutto, che lo stesso conduttore radiofonico, pur lusingato, avrebbe già manifestato l’intenzione di non accettare l’incarico.
Gaz ha tuttavia contestato il titolo dell’articolo, definendolo sui social «ingannevole» e accompagnando il post con l’hashtag #fakenews.
Per inciso, anche Maricetta Lombardo, altro nome indicato nell’articolo, ha ammesso di essere stata contattata e di stare valutando la possibilità di accettare l’incarico.
A intervenire successivamente è stato lo stesso sindaco Michele Sodano, che ha preso le distanze dalle indiscrezioni: «Quanto pubblicato da un quotidiano online sul futuro Cda del Teatro Pirandello appare tanto dettagliato quanto privo di fondamento. I fatti raccontati richiederebbero sempre qualche riscontro».
Nello stesso intervento, però, il primo cittadino conferma che il riassetto della Fondazione è effettivamente sul tavolo dell’amministrazione: «Siamo al lavoro per un rinnovamento profondo della governance, affinché le istituzioni di Agrigento siano definitivamente sottratte alle logiche della spartizione politica».
Sodano aggiunge che gli incarichi «saranno sempre affidati sulla base del merito, delle competenze e della qualità dei percorsi professionali» e conclude: «Chi era abituato a considerare questi luoghi un terreno di rendita resterà deluso. Devono essere restituiti alla città, perché diventino motore di crescita, sviluppo e rinascita».
Al netto delle polemiche, dunque, restano alcuni elementi oggettivi. Sodano conferma di essere al lavoro sul rinnovamento della governance; Gaz conferma di essere stato pensato dal sindaco per il Cda e conferma anche la volontà di non accettare l’incarico. A questo si aggiunge Lombardo, che ha ammesso di essere stata contattata e di stare valutando la proposta.
Naturalmente, le dichiarazioni di Gaz e Lombardo riguardano esclusivamente le loro posizioni e non costituiscono una conferma degli altri nomi indicati nell’articolo: Osvaldo Lo Iacono e la possibile conferma di Alessandro Patti alla presidenza restano, allo stato attuale, indiscrezioni sulle quali saranno i prossimi sviluppi a fare chiarezza.
Nessuno, del resto, ha sostenuto che questi profili non siano stati individuati sulla base di valutazioni attente, del merito e delle competenze. Ogni sindaco ha il diritto e la responsabilità di scegliere le persone di propria fiducia per gli incarichi che gli competono, assumendosi naturalmente anche la responsabilità politica delle proprie decisioni. Si tratta di valutazioni che, soprattutto quando riguardano incarichi fiduciari, appartengono alla discrezionalità di chi amministra. Se per Sodano questi sono i profili migliori per aprire una nuova fase della Fondazione, non abbiamo motivo di mettere preventivamente in discussione la qualità delle sue eventuali scelte.
Resta semmai una considerazione sul rapporto con l’informazione. Quando un articolo racconta risultati o iniziative gradite all’amministrazione viene accolto ed esaltato; quando contiene indiscrezioni o ricostruzioni meno gradite, la reazione diventa decisamente più dura. È una dinamica che fa parte del confronto tra politica e stampa. Il compito di un giornale, però, non cambia in base al gradimento di chi governa.
AgrigentoOggi continuerà quindi a seguire la vicenda, distinguendo tra nomine ufficiali, dichiarazioni pubbliche e indiscrezioni raccolte nell’ambito dell’attività giornalistica.
C’è, infine, una sensazione che ad Agrigento comincia a farsi strada: si stanno delineando squadre, talvolta anche “d’assalto”, e linee politiche sempre più riconoscibili, dal Pride alle scelte su San Leone, fino alle nomine e alla gestione delle istituzioni cittadine. È legittimo: governare significa scegliere e le scelte inevitabilmente definiscono un’identità politica.
Ma proprio per questo, alla luce dei toni utilizzati nelle ultime settimane, rischia di apparire sempre meno convincente una delle dichiarazioni più ripetute da Sodano all’inizio del suo mandato: «Sarò il sindaco di tutti».
La speranza è che resti un impegno e non si trasformi, con il passare dei mesi, in una promessa buona soltanto per la campagna elettorale. Altrimenti, prendendo in prestito una celebre battuta cinematografica, resterebbero soltanto «chiacchiere e distintivo».
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