Quattro pedane di acqua minerale nei serbatoi per garantire docce e bagni: la protesta di un lido di San Leone
Il gestore denuncia sui social l’emergenza idrica: “Acqua una volta a settimana, autobotti ferme e turisti increduli”. Il video diventa simbolo delle difficoltà vissute dalle attività balneari nel pieno dell’estate.
Quattro pedane di bottiglie d’acqua minerale acquistate al supermercato e versate una ad una nei serbatoi del lido per garantire il funzionamento delle docce e dei servizi igienici. È il gesto estremo raccontato sui social dal gestore di uno stabilimento balneare di San Leone, che ha pubblicato un video destinato a far discutere nel pieno dell’emergenza idrica che continua a interessare Agrigento.
Nelle immagini si vedono gli addetti svuotare decine di bottiglie all’interno delle cisterne della struttura, l’unica soluzione, secondo il titolare, per continuare ad assicurare i servizi essenziali ai clienti dopo la riduzione dell’erogazione idrica e le difficoltà legate al servizio delle autobotti.
Il post, accompagnato da un lungo sfogo, fotografa una situazione definita ormai insostenibile.
«Agrigento estate 2026. Acqua una volta a settimana, autobotti in sciopero, caldo che sfiora i 40 gradi, persone che accusano malessere e hanno necessità dei servizi igienici e di una doccia. I nostri solleciti sono caduti nel vuoto, tra silenzi e braccia allargate. Tutto questo con gli invasi pieni come non mai».
Il gestore spiega che, per evitare di lasciare senza acqua docce e bagni in piena stagione turistica, è stato necessario acquistare quattro pedane di acqua minerale da riversare nelle cisterne.
«L’unico modo per garantire docce e servizi igienici è stato versare acqua minerale nei serbatoi, davanti allo sconcerto dei turisti».
Un’immagine che riassume le difficoltà vissute da molte attività economiche della fascia costiera, costrette a fare i conti con una crisi idrica che, proprio nei mesi di maggiore affluenza turistica, continua a creare pesanti disagi a residenti, operatori e visitatori.
Il video si conclude con una domanda rivolta alle istituzioni e che sta raccogliendo numerose reazioni sui social:
«Per quanto tempo ancora dovremo sopportare tutto questo?»