L’Akragas richiama l’attenzione sui limiti strutturali dell’impianto: il rischio è compromettere il terreno di gioco e aumentare i costi di gestione.
Si riaccende il dibattito sul futuro dello stadio Esseneto e sulla possibilità di ospitare più società calcistiche nella prossima stagione. Secondo quanto emerge, nelle ultime ore si sarebbe tornati a discutere dell’ipotesi di concedere l’utilizzo dell’impianto a tre squadre, una soluzione già presa in considerazione anche nella passata stagione.
Una prospettiva che, però, suscita forti perplessità dal punto di vista gestionale e tecnico.
Il nodo principale riguarda la sostenibilità di un campo in erba naturale chiamato ad ospitare fino a tre gare ufficiali ogni settimana. Un carico di lavoro che rischierebbe di compromettere inevitabilmente la qualità del manto erboso, con ripercussioni sull’attività sportiva e sulla sicurezza degli atleti.
Ma non è soltanto il terreno di gioco a preoccupare. La condivisione dell’impianto comporterebbe anche criticità legate all’utilizzo degli spogliatoi, delle aree comuni e dei servizi, oltre a un inevitabile incremento degli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, con conseguente aumento dei costi di gestione.
La questione assume ancora maggiore rilievo considerando il diverso livello delle società interessate. Da un lato l’Akragas, impegnata nel campionato di Eccellenza e chiamata ad affrontare una stagione particolarmente competitiva; dall’altro realtà dilettantistiche di categorie inferiori, il cui utilizzo dell’impianto rischierebbe di incidere sull’attività della principale rappresentante calcistica della città.
Nelle prossime settimane saranno le istituzioni competenti a dover individuare una soluzione che tenga insieme le esigenze di tutte le società, senza però mettere a rischio la funzionalità di un impianto che rappresenta un patrimonio sportivo dell’intero territorio.
L’obiettivo, secondo chi segue da vicino la vicenda, dovrebbe essere quello di garantire la massima valorizzazione dello stadio Esseneto, salvaguardandone al tempo stesso la qualità del terreno di gioco e la piena fruibilità durante l’intera stagione agonistica.
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