Il giudice del Tribunale civile di Agrigento, Vincenza Bennici, accogliendo la domanda presentata da una ditta di Canicattì, rappresentata e difesa dall’avvocato Salvatore Broccio, ha dimezzato un grosso debito bancario. La vicenda trae origine da un decreto ingiuntivo di 153.989,54 euro notificato da una società di credito, basato su un saldo conto acquistato da un istituto bancario, con cui la ditta aveva intrattenuto il rapporto di conto corrente. La debitrice, per mezzo dell’avv. Salvatore Broccio presentava formale opposizione, citando la società di credito in giudizio.
A base dell’opposizione venivano eccepite, grazie all’intervento del consulente di parte Gaspare Di Maria, svariate irregolarità contrattuali, confermate per altro anche dal Ctu nominato dal Tribunale di Agrigento. Proprio il Ctu accertava che l’istituto di credito avesse applicato indebiti costi, per una commissione di massimo scoperto, non pattuita e che in buona parte del rapporto bancario non avesse applicato la clausola di reciprocità sulla capitalizzazione degli interessi.
“Conseguentemente il rapporto bancario veniva ricalcolato con un saldo conto debitorio 72.170,63 euro, con contestuale revoca del decreto ingiuntivo opposto e condanna alla spese legali in favore del legale difensore della ditta – commenta l’avvocato Broccio -. Anche questa è un ulteriore importantissima sentenza a tutela della parte debole del rapporto contrattuale bancario, che spesso subisce da parte degli Istituti di credito, trattamenti di sfavore con applicazione di costi non dovuti. Tuttavia nella valutazione preventiva della documentazione, trattandosi di una materia altamente complessa con sentenza pro e contro gli istituti di credito, occorre sempre eseguire attente valutazioni della documentazione, con l’ausilio di consulenti di parte esperti e preparati”.
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