AGRIGENTO – Dopo il vertice in Prefettura e lo stallo sulla vicenda di Maddalusa, il sindaco Michele Sodano sposta il baricentro della questione a Palermo. Con una lunga lettera indirizzata al presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, il primo cittadino chiede che sia il governo regionale ad assumere l’iniziativa politica e istituzionale per affrontare l’emergenza idrica che da settimane coinvolge centinaia di famiglie residenti nel quartiere.
Di fatto, il sindaco passa alla Regione quella che è ormai diventata una vera e propria patata bollente. Dopo che AICA ha ribadito l’impossibilità di erogare acqua agli immobili abusivi e il Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza pubblica non ha individuato alcuna deroga, Sodano sostiene che il problema abbia ormai superato i confini delle competenze comunali.
Nella lettera il sindaco ricostruisce la storia del quartiere, nato negli anni Settanta su aree prive di edificabilità, ricordando come per decenni le istituzioni abbiano comunque garantito servizi essenziali, riconosciuto residenze anagrafiche e consentito lo sviluppo di un insediamento oggi pienamente urbanizzato. Per questo motivo, secondo Sodano, non è più possibile affrontare la vicenda esclusivamente sotto il profilo urbanistico.
«La scelta di AICA trova fondamento nell’attuale quadro normativo – scrive – ma produce oggi l’effetto di lasciare senza acqua un intero quartiere, con centinaia di famiglie, bambini, anziani e persone fragili». Da qui la richiesta alla Regione di individuare, anche attraverso un confronto con il Governo nazionale, una soluzione che garantisca il diritto all’acqua senza mettere in discussione il principio della legalità.
Sodano invita Schifani a recarsi personalmente ad Agrigento oppure a convocare con urgenza un incontro alla Presidenza della Regione, sostenendo che «lo Stato, in tutte le sue articolazioni, non possa sottrarsi alla responsabilità di affrontare le conseguenze di una realtà cresciuta anche sotto lo sguardo delle istituzioni».
La mossa del sindaco assume anche un chiaro significato politico. Dopo aver preso atto dell’impossibilità di trovare una soluzione nell’ambito delle competenze comunali e dopo il nulla di fatto emerso dal tavolo prefettizio, Palazzo dei Giganti chiama direttamente in causa la Regione Siciliana, chiedendo a Schifani di assumere la guida di una vicenda che intreccia legalità, diritti fondamentali e tutela della salute pubblica.
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