I giudici della Corte di Appello di Palermo hanno leggermente ridotto a 15 anni e 4 mesi la condanna a carico di Stefano Nobile, favarese di 60 anni, accusato dell’omicidio del 69enne rivenditore di auto Francesco Simone, ucciso con cinque colpi di pistola la mattina del 7 dicembre del 2023 in contrada “Poggio Muto”. In primo grado l’imputato, vicino di casa della vittima, era stato condannato a 16 anni e 8 mesi di reclusione.
La diminuzione è arrivata per l’assoluzione dal reato di ricettazione dell’arma. La sentenza in primo grado era stata emessa dal gup del tribunale di Agrigento, Giuseppa Zampino, al termine del processo celebrato con il rito abbreviato. Nobile, che dopo la sentenza di primo grado ha ottenuto gli arresti domiciliari, è stato ritenuto colpevole di omicidio premeditato e detenzione illegale di armi. L’avvocato Angelo Piranio, rappresenta i familiari della vittima costituiti parte civile.
La svolta dell’inchiesta è arrivata a conclusione dell’attività investigativa dei carabinieri di Agrigento e Favara. Le indagini si sono concentrate fin da subito a dinamiche originate da banali e futili motivi, che avrebbero scatenato la furia omicida dell’assassino. Quella mattina Simone era stato colto di sorpresa dal killer. E’ stato raggiunto da 5 colpi di arma da fuoco a canna corta, quello mortale in faccia. Il delitto sarebbe maturato per dissidi tra vicini di terreno e, in particolare, per un cancello ed una stradina di passaggio.
Segui il canale AgrigentoOggi su WhatsApp
