Migliaia di fedeli hanno accompagnato il Santo Nero lungo le vie del centro storico nella prima domenica della festa, rinnovando una delle tradizioni più sentite della comunità agrigentina. Per il sindaco Michele Sodano è stato il debutto da primo cittadino alla festa di San Calogero: «È l’emozione di un popolo che si unisce». Don Giuseppe Cumbo: «Portiamo per le strade della città i valori del Vangelo».
Un autentico bagno di folla ha accompagnato la prima domenica della Festa di San Calogero, con migliaia di fedeli che si sono ritrovati nel cuore di Agrigento per salutare l’uscita del Santo Nero. Fin dalle prime ore del pomeriggio, piazza San Calogero e le vie del centro storico si sono riempite di persone provenienti da ogni parte della provincia, accomunate da una devozione che si rinnova di anno in anno.
La processione, tra applausi, preghiere e momenti di intensa emozione, ha attraversato le strade della città, confermando ancora una volta quanto il culto di San Calogero rappresenti uno degli elementi più profondi dell’identità agrigentina.
Per il neo sindaco Michele Sodano è stata la prima festa patronale. Presente alla processione, ha vissuto con partecipazione uno dei momenti più sentiti dalla comunità agrigentina.
«È l’emozione di un popolo che si unisce attorno a un Santo, che rappresenta mitezza e operosità. Credo che sia anche un invito a tutti gli agrigentini a essere operosi per costruire la nostra comunità e la nostra città. È una festa meravigliosa, è tradizione, è cultura e mi auguro che dall’anno prossimo, insieme a tutte le istituzioni, si possa iniziare a organizzarla già da gennaio, per darle un respiro ancora più ampio, nel rispetto del Santo ma anche della nostra città.»
A sottolineare il valore spirituale della celebrazione è stato anche don Giuseppe Cumbo, vicario generale dell’Arcidiocesi di Agrigento, che ha richiamato il significato più autentico della processione.
«È una festa fortemente identitaria per il popolo agrigentino. L’uscita del Santo è attesa per un anno intero ed è sempre bello vedere questa presenza così numerosa di devoti e di persone che vogliono assistere a questo momento. Ho detto ai portatori: proviamo a portare in giro per le strade della nostra città non soltanto la statua, ma i valori del Vangelo che San Calogero ha incarnato, cioè l’attenzione verso i bisogni degli altri. Questi valori affondano le loro radici nel messaggio di Gesù. Speriamo di essere anche noi all’altezza di vivere questa missione oggi.»
Tra il profumo del pane votivo, gli applausi al passaggio del simulacro e la partecipazione composta di migliaia di persone, la prima domenica di San Calogero ha confermato ancora una volta come la festa rappresenti non soltanto un appuntamento religioso, ma un patrimonio di fede, tradizione e appartenenza capace di unire l’intera comunità agrigentina.
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