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Home » top2 » San Calogero, Sodano: «Ripristiniamo il lancio del pane, è l’anima della festa»

San Calogero, Sodano: «Ripristiniamo il lancio del pane, è l’anima della festa»

Domenico Vecchio Di Domenico Vecchio
1 Luglio 2026
in top2, Festa di San Calogero
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L’ex sindaco e senatore ricorda le antiche tradizioni agrigentine e invita il vescovo a rilanciare un gesto simbolico che, secondo lui, rappresenta la vera devozione verso il Santo Nero.


In vista della prima domenica della Festa di San Calogero, l’ex sindaco di Agrigento ed ex senatore Calogero Sodano lancia un appello affinché venga recuperata una delle tradizioni più significative della ricorrenza religiosa: il lancio del pane durante il passaggio del fercolo.

Parlando con alle spalle il mare di San Leone, Sodano ripercorre i ricordi della sua infanzia e racconta come la preparazione del pane fosse uno dei momenti più sentiti nelle famiglie agrigentine.

«Mia madre preparava circa sessanta chili di pane utilizzando una farina speciale di Senatore Cappelli che mio padre metteva da parte durante l’anno. Quel pane veniva distribuito innanzitutto alle famiglie del quartiere e solo ciò che rimaneva veniva lanciato al passaggio del Santo, come gesto di devozione, non certo per fare male a qualcuno».

Secondo l’ex primo cittadino, negli ultimi decenni quella tradizione si è progressivamente affievolita, anche a causa delle indicazioni provenienti dalla Chiesa.

«Per anni – sostiene – ai parroci venne chiesto di invitare i fedeli a non lanciare il pane. Al suo posto si distribuivano soltanto dei bigliettini. Così una tradizione secolare è andata quasi scomparendo».

“Il pane racconta la storia di San Calogero”

Per Sodano il significato del gesto affonda le radici nella storia stessa del culto del Santo Nero.

«San Calogero arrivava ad Agrigento chiedendo il pane durante i tempi della peste e del colera. Le persone, impaurite ma generose, glielo lanciavano dai balconi. È questa la vera origine della tradizione e non dovrebbe essere dimenticata».

L’ex sindaco ricorda anche la dura polemica avuta negli anni con l’allora vescovo, culminata quando, durante il suo mandato amministrativo, acquistò con fondi comunali una grande quantità di pane da distribuire lungo il percorso della processione.

«Comprai due milioni di lire di pane e lo lanciammo lungo tutto il tragitto del Santo. Era un modo per difendere una tradizione che rischiava di morire».

L’appello al vescovo

Da qui l’invito rivolto all’attuale guida dell’arcidiocesi.

«Chiedo al vescovo di dire apertamente ai fedeli: lanciate il pane. Ripristiniamo il vero culto di San Calogero».

Secondo Sodano quel gesto rappresenta non solo un’espressione di fede, ma anche un elemento identitario della città.

«Lanciare il pane verso San Calogero significa anche lanciare una speranza per Agrigento. Se vogliamo costruire un futuro migliore dobbiamo tornare alle nostre tradizioni».

Tra la visita del Papa e la festa del Santo

L’edizione di quest’anno della festa coincide con la visita di Papa Leone XIV a Lampedusa, circostanza che inevitabilmente catalizzerà l’attenzione mediatica.

Sodano, con una battuta, non nasconde però quale sia la sua priorità.

«Mia moglie avrebbe voluto andare a Lampedusa perché ammira molto Papa Leone XIV. Io le ho detto che non posso: tra il Papa e San Calogero, oggi scelgo San Calogero».

L’ex sindaco richiama infine anche le difficoltà organizzative di questa edizione, tra i lavori in corso nel centro storico, il nuovo assetto del percorso processionale e le modifiche previste per gli spettacoli pirotecnici, ribadendo però che proprio in un momento così delicato «ritrovare le tradizioni sarebbe il segnale più bello per tutta la città».

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