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Home » Politica » Crisi idrica, i sindaci agrigentini ascoltati all’Ars. La Vardera: “Via la concessione a Siciliacque”

Crisi idrica, i sindaci agrigentini ascoltati all’Ars. La Vardera: “Via la concessione a Siciliacque”

Paolo Picone Di Paolo Picone
24 Giugno 2026
in Politica, Regione, Top
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La crisi idrica dell’Agrigentino approda all’Assemblea regionale siciliana. I sindaci della provincia sono stati ascoltati dalla Commissione Ambiente dell’Ars nell’ambito di un’audizione richiesta dal deputato regionale Ismaele La Vardera, leader del movimento Controcorrente, per affrontare le criticità che continuano a interessare il territorio nonostante le abbondanti piogge registrate durante l’ultimo inverno.

Al centro del confronto, la situazione della distribuzione dell’acqua e le difficoltà che continuano a vivere cittadini e amministrazioni comunali. «Siamo davanti a un paradosso – ha dichiarato La Vardera – con invasi pieni e una disponibilità d’acqua maggiore rispetto ai mesi scorsi, ma con rubinetti che continuano a rimanere spesso a secco».

Il deputato regionale ha puntato l’attenzione sulla gestione delle risorse idriche in Sicilia, sostenendo la necessità di una revisione del sistema delle concessioni affidate ai privati. Secondo La Vardera, la scelta compiuta nel 2004 di affidare ai concessionari privati la gestione di numerosi pozzi avrebbe sottratto ai siciliani il controllo diretto di una risorsa strategica.

Per questo motivo il parlamentare ha ricordato di avere presentato un ordine del giorno, sottoscritto anche da esponenti della maggioranza regionale, tra cui i deputati Carmelo Pace e Margherita La Rocca Ruvolo, con cui si chiede al presidente della Regione Renato Schifani di avviare la procedura di revoca delle concessioni. Una possibilità che, secondo La Vardera, sarebbe prevista dall’articolo 30 delle convenzioni in essere.

«L’acqua deve tornare ai siciliani – ha aggiunto – e non può essere oggetto di logiche di profitto». Il deputato ha inoltre annunciato l’avvio di un’iniziativa politica sul tema del diritto all’acqua, coinvolgendo amministratori locali e cittadini.

Nel corso dell’intervento, La Vardera ha infine ringraziato il sindaco di Agrigento, Michele Sodano, e gli altri primi cittadini della provincia per l’impegno portato avanti sul fronte dell’emergenza idrica. Una battaglia che, ha sottolineato, «non ha colori politici», ma riguarda un servizio essenziale per l’intera comunità.

LA DICHIARAZIONE DEL SINDACO SODANO: “Siamo a un passo da una crisi irrecuperabile, dice il primo cittadino. “L’attuale gestione crea un danno a tutto il tessuto economico agrigentino. E non possiamo neanche chiamarla ‘emergenza’ perché questo problema dell’acqua è un appuntamento che arriva ogni estate e che deve fermarsi. Siciliacque è, e si comporta, come un’azienda privata, pensando al dividendo e al profitto. Qui non ci può essere libero mercato, perché l’acqua è un bene primario e tale deve rimanere. È impensabile che i pozzi siciliani vengano dati in mano alle multinazionali, per questa ragione è necessario che tornino nella disponibilità di tutta la collettività”.

LA REPLICA del capogruppo di Forza Italia all’Assemblea Regionale Siciliana, Stefano Pellegrino: “Ancora una volta il collega La Vardera dimostra di parlare senza sapere di cosa parla, contraddicendosi da solo nel giro di poche righe. Da un lato ci dice che gli invasi sono stracolmi – circostanza dovuta certamente alle piogge abbondanti di quest’inverno, ma anche ai tanti lavori di efficientamento delle reti voluti dal governo regionale e alle politiche di risparmio idrico che hanno permesso un minor consumo – e dall’altro ci parla di crisi imputandone la colpa al governo. Se gli invasi sono pieni, la crisi non può essere figlia della scarsità d’acqua, ma semmai della sua distribuzione. E su questo il governo sta lavorando.

Uscire da Siciliacque poi è soltanto uno slogan vuoto. Significherebbe ritornare a un periodo di frammentazione della gestione delle risorse, proprio quella che ha prodotto il caos che abbiamo ereditato. La gestione unificata e controllata è invece parte del processo che oggi ci permette di avere riserve sufficienti. Avere cultura di governo, invece di atteggiamenti da chiacchierone da salotto, significa proprio questo: affrontare i problemi in modo concreto e costruttivo, non lanciare proclami che non hanno alcuna base tecnica o giuridica.

Devo però riconoscere a La Vardera un merito e una straordinaria capacità. Quella di essere riuscito, nonostante la giovane età, a recuperare in velocità quanto a immaginazione e a capacità di spararle grosse, come i suoi amici che hanno lasciato la Sicilia con 7 miliardi di debiti.”

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Tags: acquaAicaLa VarderaSiciliacque
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