EDITORIALE
Mosella, la lezione che Agrigento non può ignorare
Non ci sono ancora colpevoli. Ci sono indagati, ipotesi di reato e un’inchiesta che dovrà seguire il suo corso nel pieno rispetto delle garanzie previste dalla legge. È un principio fondamentale che non va mai dimenticato.
Ma c’è un altro dato che non può essere ignorato: quando la Procura della Repubblica, la Squadra Mobile e gli investigatori accendono i riflettori su un appalto pubblico da oltre tre milioni di euro, la città ha il diritto e il dovere di interrogarsi.
La vicenda della Mosella non riguarda soltanto una strada. Riguarda il rapporto tra istituzioni, opere pubbliche e fiducia dei cittadini. Riguarda il modo in cui vengono spesi i soldi pubblici e la certezza che ogni gara si svolga nella massima trasparenza e nel rispetto delle regole.
Le accuse formulate dagli inquirenti sono pesanti. Si parla di turbativa d’asta, truffa aggravata, trasferimento fraudolento di valori e induzione indebita. Saranno le indagini e, eventualmente, i processi a stabilire se queste contestazioni troveranno conferma. Oggi sarebbe sbagliato emettere sentenze anticipate.
Tuttavia, un elemento emerge già con chiarezza: la necessità di rafforzare i controlli e rendere sempre più trasparenti le procedure che riguardano gli appalti pubblici. Perché ogni volta che un’opera finisce sotto la lente della magistratura, indipendentemente dall’esito finale, si produce un danno di immagine per l’intera comunità.
Agrigento vive una fase delicata. È una città che prova a rilanciarsi attraverso il turismo, la cultura, gli investimenti e le infrastrutture. Ha bisogno di credibilità, di fiducia e di certezze. Ha bisogno che ogni euro destinato alle opere pubbliche sia utilizzato nel migliore dei modi e che ogni procedura sia inattaccabile.
Per questo le parole del sindaco Michele Sodano, che ha assicurato piena collaborazione agli investigatori, vanno nella direzione giusta. Fare chiarezza non deve spaventare nessuno. Al contrario, è l’unico modo per rafforzare le istituzioni e tutelare chi opera correttamente.
La vera notizia, oggi, non è soltanto l’inchiesta. La vera sfida sarà capire se da questa vicenda nascerà una pubblica amministrazione ancora più rigorosa, più trasparente e più capace di prevenire qualsiasi ombra.
Agrigento non ha bisogno di tifoserie. Non ha bisogno di processi mediatici. Ha bisogno della verità. Qualunque essa sia. E ha bisogno che arrivi fino in fondo. Per rispetto dei cittadini e per rispetto di una città che merita di essere raccontata per le sue eccellenze e non per le sue inchieste.
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