C’è anche un po’ di Agrigento nel programma nazionale di Futuro Nazionale presentato durante l’Assemblea Costituente svoltasi il 13 e 14 giugno presso l’Auditorium della Conciliazione di Roma. Tra i protagonisti della due giorni che ha visto la partecipazione dell’onorevole Roberto Vannacci, dirigenti e delegati provenienti da tutta Italia, vi è anche Alfonso Basile, caposquadra del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco con venticinque anni di servizio operativo alle spalle e componente del dispositivo provinciale di una delle principali organizzazioni sindacali.
Basile, da sempre impegnato nella tutela dei diritti dei lavoratori del soccorso pubblico, è stato invitato e coinvolto fin dalle prime fasi della stesura del programma dedicato al 𝘾𝙤𝙢𝙥𝙖𝙧𝙩𝙤 𝙨𝙞𝙘𝙪𝙧𝙚𝙯𝙯𝙖 dedicato al Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, riuscendo a far inserire nove punti programmatici che rappresentano, secondo la sua esperienza maturata sul campo, le priorità assolute per il futuro della categoria. Durante il suo intervento all’assemblea, il caposquadra agrigentino ha ricordato il ruolo storico svolto dai Vigili del Fuoco nella vita della Repubblica Italiana.
«Da venticinque anni – ha dichiarato – servo lo Stato e i cittadini italiani tra incendi, terremoti, alluvioni, crolli e incidenti. I Vigili del Fuoco sono il volto nobile della Repubblica: quando la terra trema, quando il fuoco distrugge o una vita è appesa a un filo, lo Stato arriva indossando una divisa». Un discorso accolto con particolare attenzione dai presenti, nel quale Basile ha evidenziato le difficoltà quotidiane affrontate dal personale operativo: carenze di organico, straordinari spesso non adeguatamente retribuiti, trasferimenti che incidono sulla vita familiare e una crescente esposizione a rischi fisici e psicologici.
Particolarmente significativo il passaggio in cui ha denunciato quella che definisce una contraddizione tutta italiana:
«Ci chiamano eroi o angeli davanti alle telecamere, durante le emergenze. Ma quando si spengono i riflettori, i Vigili del Fuoco tornano ad essere dimenticati».
I nove punti inseriti nel programma. Le proposte sostenute da Basile e confluite nel programma nazionale di Futuro Nazionale riguardano alcuni dei temi più sentiti dal personale operativo:
☐ Parificazione economica e previdenziale con le altre Forze dello Stato;
☐ Maggiorazione della base pensionabile e Riconoscimento dello scivolo previdenziale;
☐ Retribuzione dell’addestramento professionale e delle attività formative che avvengono fuori orario di servizio;
☐ Introduzione di psicologi permanenti nelle sedi di servizio per contrastare stress operativo e burnout;
☐ Formazione Nbcr (Nucleare, biologico, chimico e radioattivo) estesa a tutto il personale;
☐ Rafforzamento delle tutele e del riconoscimento come vittime del dovere;
☐ Rafforzamento dell’Istituzione del fondo nazionale di tutela legale per il personale coinvolto in procedimenti giudiziari legati al servizio;
☐ Piano nazionale di alloggi mediante il recupero del patrimonio immobiliare dismesso dello Stato.
Secondo Basile, non si tratta di semplici rivendicazioni sindacali, ma di un tema che riguarda direttamente la sicurezza nazionale. «Uno Stato che rispetta i propri soccorritori è uno Stato più forte, più giusto e più sicuro» ha affermato dal palco dell’Auditorium.
La richiesta di un tavolo tecnico permanente. Nel finale del suo intervento, il caposquadra dei Vigili del Fuoco ha lanciato una proposta concreta alla futura classe dirigente del movimento: l’istituzione di un tavolo tecnico permanente dedicato al Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. L’obiettivo è trasformare le proposte programmatiche in iniziative legislative capaci di migliorare concretamente le condizioni di lavoro di migliaia di uomini e donne che ogni giorno garantiscono il soccorso tecnico urgente nel Paese. Per molti colleghi che lo conoscono, Alfonso Basile rappresenta una figura di riferimento, apprezzata per la costante presenza nelle battaglie a difesa della dignità professionale dei Vigili del Fuoco e per la capacità di portare all’attenzione delle istituzioni problematiche spesso ignorate.
L’Assemblea Costituente di Roma segna adesso un nuovo passaggio di questo percorso: dalle caserme ai tavoli programmatici della politica nazionale, con l’obiettivo dichiarato di dare finalmente voce a una categoria che da decenni rappresenta uno dei pilastri più solidi della sicurezza e della protezione civile italiana a partire già da questa legislatura. «Gli eroi non hanno bisogno di applausi. Hanno bisogno di rispetto. E il rispetto passa dalle leggi». Con queste parole si è concluso l’intervento del caposquadra agrigentino, accolto da un lungo applauso della platea.

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