Le urne si sono chiuse e Agrigento attende il verdetto del ballottaggio che decreterà il nuovo sindaco della città. In attesa dell’inizio dello spoglio, riproponiamo l’intervista realizzata ieri a Dino Alonge subito dopo il voto.
Il candidato del centrodestra ha raccontato le sue sensazioni all’uscita dal seggio, definendo questa esperienza una vera e propria avventura inattesa.
«L’emozione è fortissima – ha detto Alonge –. Avrei preferito evitare il secondo turno, ma è sempre bello votare e partecipare a un momento importante per la città. Mi sono sentito quasi chiamato dal destino perché tutto potevo immaginare tranne di vivere un’avventura così intensa e straordinaria».
Un concetto, quello del destino, che Alonge ha più volte richiamato nel corso della campagna elettorale.
«Non era nei miei programmi, non era nelle mie aspettative. Probabilmente le convergenze che si sono create e il lavoro di una vita, il rapporto costruito con le persone e con i miei clienti, hanno portato qualcuno a indicare il mio nome. Per questo parlo di destino».
Ripercorrendo le settimane della campagna elettorale, il candidato del centrodestra ha riconosciuto le difficoltà vissute all’interno della coalizione.
«È stata una campagna elettorale difficile. Ho scontato una serie di situazioni all’interno della coalizione che non mi hanno consentito di vincere al primo turno. Tuttavia sono contento di essere qui. Abbiamo ricucito le crepe, ci siamo ritrovati tutti insieme e il risultato ottenuto è stato comunque importante».
Per Alonge il dato politico più significativo resta quello espresso dagli elettori attraverso il voto alle liste.
«La città è pronta a essere guidata dal centrodestra. Il risultato delle liste e dei consiglieri eletti dimostra che gli agrigentini hanno dato una chiara indicazione politica. Adesso siamo pronti ad amministrare con uno spirito nuovo e con la volontà di cambiare davvero Agrigento».
Nel corso dell’intervista non è mancata una riflessione sulle divisioni che hanno caratterizzato il centrodestra agrigentino durante la competizione elettorale.
«Forse c’è stato un disallineamento all’interno della coalizione, ma in politica può accadere. L’importante è ritrovarsi e camminare insieme. Dietro il centrodestra c’è una visione della società, della comunità e del modo di amministrare una città. Per questo il mio appello è sempre stato quello dell’unità».
Alonge ha poi espresso amarezza per il clima che, a suo giudizio, ha accompagnato parte della campagna elettorale.
«Io ho parlato di pacificazione e fair play. Invece sono stato attaccato duramente, con colpi bassi e situazioni che non dovrebbero appartenere a una competizione elettorale. Non è giusto per gli agrigentini. Se sarò sindaco sarò il sindaco di tutti, pronto ad ascoltare ogni sensibilità e ogni esigenza della città».
Infine, alla domanda sul futuro politico in caso di mancata elezione a sindaco, Alonge ha confermato che continuerà il proprio impegno nelle istituzioni.
«Spero di diventare sindaco, naturalmente. Ma se dovessi sedere all’opposizione sarò un consigliere comunale costruttivo. L’opposizione sarà fatta nell’interesse della città e degli agrigentini».
Sul proprio futuro politico e sull’eventuale adesione a uno dei partiti della coalizione, Alonge ha preferito rinviare ogni valutazione.
«Non ho tessere di partito. Sono il candidato di una coalizione che mi è stata vicina in ogni momento. Prima pensiamo al risultato di queste elezioni, poi verranno le valutazioni politiche. Oggi conta soltanto una cosa: risolvere i problemi di Agrigento».
Video integrale dell’intervista: https://youtu.be/Fsk2RHhgZb8
Intervista a Michele Sodano
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