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Home » Politica » Porta di Ponte, l’ultima sfida: Alonge e Sodano chiudono la campagna elettorale

Porta di Ponte, l’ultima sfida: Alonge e Sodano chiudono la campagna elettorale

6 Giugno 2026
in Politica, Top, 🗳️ Città al voto
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Ballottaggio, l’ultima sfida a Porta di Ponte: si chiude la campagna elettorale di Alonge e Sodano

Si è chiusa, come da tradizione a Porta di Ponte, la campagna elettorale dei due candidati sindaco che si contenderanno la guida della città al ballottaggio: Dino Alonge e Michele Sodano.

Ad aprire la serata è stato Alonge, seguito da Sodano. Due piazze diverse per toni e contenuti. Ai numeri, quella del candidato sostenuto dall’area progressista è apparsa particolarmente partecipata, con una presenza di pubblico che ha riempito e superato gli spazi della storica piazza del centro cittadino.

Nel suo intervento, Sodano ha scelto toni concilianti e istituzionali, parlando della volontà di essere «il sindaco di tutta la città» e assicurando la disponibilità a collaborare con l’intero Consiglio comunale, al di là degli schieramenti politici.

Più duro e combattivo il comizio di Alonge, che ha concentrato gran parte del suo intervento sul confronto con l’avversario, rivendicando il progetto del centrodestra e criticando la proposta politica antagonista.

Si chiude così una campagna elettorale lunga, faticosa e per molti aspetti anomala, caratterizzata più dagli scontri, dalle polemiche, dalle invettive e dalle inchieste finite al centro del dibattito pubblico che dal confronto sui programmi. Una campagna nella quale ha pesato inevitabilmente anche il giudizio sull’amministrazione uscente, tra le più longeve nella storia recente della città, e che per molti osservatori ha contribuito a orientare una parte significativa dell’elettorato verso l’idea del cambiamento.

Sul palco di Sodano è intervenuto anche Ismaele La Vardera. Nel suo intervento ha esordito con una battuta rivolta alle recenti vicende giudiziarie finite al centro della cronaca: «Non spariamo sulla Croce Rossa». Quindi ha rilanciato il messaggio politico rivolto al governo regionale: «Da Agrigento comincerà il cambiamento e manderemo a casa il governo Schifani».

Adesso la parola passa agli elettori. Le urne saranno aperte il 7 e l’8 giugno. Al termine dello scrutinio Agrigento conoscerà il nome del sindaco che guiderà la città per i prossimi cinque anni.

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