CALTANISSETTA – C’è anche un concorso comparso online per poche ore e poi scomparso tra gli elementi che tornano d’attualità dopo l’inchiesta della Procura di Caltanissetta che sta facendo luce sulla gestione del Cefpas, il Centro per la formazione permanente e l’aggiornamento del personale del servizio sanitario.
Mentre gli agenti della Squadra Mobile continuano ad acquisire documenti e atti negli uffici dell’ente, emergono nuovi particolari su quello che gli investigatori definiscono un presunto sistema di favori, incarichi e assunzioni che avrebbe ruotato attorno a una ristretta cerchia di persone.
Al centro dell’inchiesta figura il deputato regionale di Forza Italia Riccardo Gallo Afflitto, coordinatore provinciale del partito ad Agrigento. Secondo l’ipotesi accusatoria, attraverso l’allora direttore generale del Cefpas Roberto Sanfilippo sarebbero state favorite persone considerate vicine al parlamentare.
Tra i nomi citati dagli inquirenti figurano la moglie Simona Sinatra e Gioacchino Pontillo, storico collaboratore politico di Gallo. Ma l’elenco delle posizioni finite sotto la lente della magistratura sarebbe più ampio e comprenderebbe incarichi e collaborazioni che avrebbero interessato anche persone legate, direttamente o indirettamente, all’entourage del deputato.
Una gestione che, secondo quanto ricordato dalla Funzione Pubblica Cgil, era stata oggetto di segnalazioni già a partire dal 2020. Il sindacato aveva più volte sollevato dubbi sulle procedure adottate dall’ente e sulla trasparenza di alcune selezioni.
Tra gli episodi richiamati in queste ore c’è quello del concorso per funzionari e assistenti pubblicato il 14 novembre 2025 e rimasto visibile soltanto per una notte. Il Cefpas spiegò l’accaduto parlando di un errore tecnico e procedette successivamente alla ripubblicazione del bando.
Una vicenda che all’epoca suscitò polemiche e interrogativi tra i candidati e che oggi torna sotto i riflettori alla luce dell’indagine in corso. Da allora, secondo quanto denuncia il sindacato, non si sarebbero più avute notizie sull’esito della procedura.
L’inchiesta è ancora nella fase preliminare e le accuse dovranno essere vagliate nelle sedi giudiziarie competenti. Intanto gli investigatori continuano a passare al setaccio documenti, delibere e atti amministrativi nel tentativo di ricostruire eventuali responsabilità e verificare se dietro alcune assunzioni e collaborazioni vi sia stato un sistema consolidato di relazioni e favori.
Sul territorio resta l’amarezza di quanti guardano ai concorsi pubblici come a una delle poche opportunità per costruire il proprio futuro senza essere costretti a lasciare la Sicilia. Ed è proprio per questo che ogni dubbio sulla trasparenza delle selezioni finisce inevitabilmente per alimentare sfiducia e polemiche.
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