Un bagno di folla tra il mercato rionale, gli abbracci dei cittadini e i primi “consigli di famiglia” per affrontare il futuro amministrativo di Raffadali. Il primo giorno da sindaco di Ida Cuffaro ha il sapore della continuità politica e amministrativa, ma anche della sfida personale dopo un risultato plebiscitario che ha segnato le elezioni comunali: il 75,7% dei voti.
La neo sindaca ha scelto il mercato cittadino per il primo contatto pubblico dopo la proclamazione ufficiale, ringraziando commercianti e cittadini per quello che lei stessa definisce “un risultato sorprendente”. E proprio lì ha ribadito un concetto destinato inevitabilmente ad alimentare il dibattito politico locale: “Non sono affatto nuova ai meccanismi amministrativi. E non sarò da sola, questo è certo. La mia sarà un’amministrazione di continuazione”.
Parole che raccontano bene il peso politico della famiglia Cuffaro a Raffadali e non solo. Accanto alla nuova sindaca, anche se non formalmente dentro il palazzo comunale, restano infatti le figure degli zii Silvio e Totò Cuffaro, protagonisti della politica locale e regionale degli ultimi decenni.
Ida Cuffaro racconta di non essere riuscita a parlare a lungo con lo zio Silvio subito dopo la proclamazione. “Mi ha abbracciata fortissimo”, dice. Ma i suggerimenti erano arrivati già durante la campagna elettorale. Indicazioni molto concrete, legate soprattutto ai problemi quotidiani del paese: viabilità, periferie, illuminazione pubblica e sicurezza urbana.
“Mi ha raccomandato innanzitutto di sistemare la viabilità, soprattutto per i disagi provocati dal cantiere Enel – spiega la neo sindaca – poi il centro di aggregazione realizzato in un bene confiscato alla mafia, che deve diventare operativo. E ancora l’attenzione alle periferie e all’illuminazione pubblica, soprattutto per la sicurezza dei ragazzi che si spostano in motorino”.
Un’agenda amministrativa chiara, che punta ai servizi essenziali e al rapporto diretto con il territorio. Ma nel racconto di Ida Cuffaro emerge anche il peso politico e umano dell’altro zio, Totò Cuffaro, ex presidente della Regione Siciliana, tornato domenica a Raffadali per votare.
“Mio zio Totuccio non mi ha mai dato indicazioni sulla gestione amministrativa del Comune – racconta – ma mi ha sempre insegnato l’abc della politica: disponibilità verso la gente e tanta umiltà”.
Dietro le parole della nuova sindaca si intravede già il modello amministrativo che accompagnerà questa nuova esperienza politica: continuità con il passato, centralità del rapporto umano con i cittadini e una gestione fortemente radicata nella tradizione politica raffadalese. Un consenso largo, quasi bulgaro, che adesso dovrà trasformarsi in governo quotidiano della città.
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