C’è un momento, nelle notti elettorali, in cui i numeri smettono di essere soltanto numeri e diventano atmosfera, percezione, sensazione politica. Ad Agrigento quel momento è arrivato poco dopo le 19, quando dai primi dati parziali è emerso con forza il vantaggio di Michele Sodano. E proprio mentre lo scrutinio continuava a consegnare sezioni favorevoli al candidato dell’area progressista, sono arrivate le sue prime parole.
Parole misurate, senza euforia, ma cariche di significato politico.
“Sarebbe un risultato straordinario – ha detto Sodano – sarebbe la prova di una città che vuole vivere, vuole vivere ad Agrigento, vuole che dentro il Comune ci sia un’amministrazione trasparente che guardi al futuro”.
Una dichiarazione che fotografa perfettamente il messaggio attorno a cui si è costruita tutta la sua campagna elettorale: il cambiamento, la partecipazione, l’idea di una città che prova a lasciarsi alle spalle anni difficili e divisioni profonde.
I dati, al momento ancora parziali, raccontano infatti uno scenario che fino a poche settimane fa sembrava quasi impensabile. Sodano viaggia oltre il 40%, davanti a Dino Alonge, fermo poco sopra il 35%. Più distanti Luigi Gentile e Giuseppe Di Rosa. Ma soprattutto emerge un elemento politico chiarissimo: una parte consistente della città sembra avere scelto di rompere gli schemi tradizionali.
Non è un caso che Sodano, nel suo primo intervento davanti ai sostenitori, abbia insistito molto sul concetto di comunità.
“Noi siamo molto sereni – ha aggiunto – perché pensiamo di avere condotto una campagna elettorale meravigliosa. Questa comunità che si è creata è una comunità sana, che ha messo tutto il proprio impegno e che sarà parte di questo processo di costruzione di una nuova Agrigento”.
Attorno a lui, nelle prime ore dello scrutinio, si respirava un clima di entusiasmo crescente ma anche di prudenza. Perché lo scrutinio è ancora lungo e il dato definitivo deve ancora consolidarsi. Tuttavia il segnale politico appare già fortissimo.
Per la prima volta dopo anni, infatti, l’area progressista non appare più soltanto competitiva: appare credibile agli occhi di una fetta larga dell’elettorato agrigentino. Un passaggio politico che potrebbe cambiare gli equilibri storici della città.
Sodano prova anche ad alzare lo sguardo oltre il semplice dato elettorale e disegna quasi una visione amministrativa.
“Un’Agrigento che deve diventare una città moderna, che funziona – ha spiegato – dove persone libere e competenti possono aiutarci a scrivere il futuro di un territorio che è stato danneggiato in tutti i modi ma che ambisce a diventare grande con la testa e con il cuore”.
Parole che arrivano in una città attraversata da mesi di polemiche, tensioni politiche, scontri durissimi e da una campagna elettorale molto accesa. E proprio per questo il dato che emerge dalle urne assume un valore ancora più significativo.
Pesano anche gli oltre 6 mila voti disgiunti già registrati nelle sezioni scrutinante: un dato enorme che racconta un elettorato sempre meno legato agli schemi rigidi dei partiti e molto più orientato verso candidati, profili personali e percezioni di affidabilità.
La partita, naturalmente, resta ancora aperta. Agrigento ha portato alle urne oltre 30 mila elettori e serviranno ancora molte sezioni per avere il quadro definitivo. Ma una cosa appare già evidente: la città ha lanciato un messaggio politico forte. E Michele Sodano, almeno in questa prima lunga serata di scrutinio, sembra esserne il principale interprete. Leggi anche: Agrigento, dati ancora parziali: Sodano oltre il 40% Boom di voto disgiunto
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