Ha realizzato dei fotomontaggi utilizzando i volti di più donne canicattinesi, applicandole in foto di ragazze nude in inequivocabili atteggiamenti di natura sessuale e le ha diffuse sui social. I giudici della Corte di Appello di Palermo, hanno ridotto a 10 mesi di reclusione la condanna nei confronti di sessantenne di Canicattì, accusato di diffamazione aggravata a mezzo social. Accolto il ricorso del legale difensore, l’avvocato Angelo Asaro.
Caduta invece l’imputazione per revenge porn sostenuta in un primo momento dal pubblico ministero. L’imputato era stato condannato in primo grado a due anni e otto mesi. Secondo l’accusa aveva pubblicato sul web fotomontaggi di donne con corpi nudi ai quali applicava volti di sue conoscenti. L’uomo era finito agli arresti domiciliari.
Secondo quanto accertato dall’attività investigativa, avrebbe molestato più donne, causando loro un grave stato di ansia e paura, fino a costringerle a modificare le proprie abitudini di vita. Con un atteggiamento vessatorio e minaccioso, ha utilizzato i social network, per diffondere collages ottenuti applicando ritagli di foto del volto di più conoscenti, su corpi di donne nude in inequivocabili atteggiamenti di natura sessuale.
Il canicattinese artigiano dopo avere effettuato degli interventi lavorativi a casa delle donne, successivamente passava alle avances chiedendo alle vittime di uscire con lui. Al loro rifiuto scattava la vendetta. Quattro in totale le donne di Canicattì che hanno portato l’uomo a processo.
Segui il canale AgrigentoOggi su WhatsApp
