I giudici del tribunale del Riesame di Caltanissetta, presieduto da Antonia Leone, hanno annullato la misura cautelare della detenzione domiciliare nei confronti di Francesco Pullara, l’imprenditore favarese di 51 anni arrestato nell’operazione “Mondo opposto” contro la famiglia mafiosa di Niscemi. Dissequestrata anche l’azienda Think Green, la società al centro dell’inchiesta sul presunto racket degli oli esausti. Pullara era finito ai domiciliari con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa e illecita concorrenza.
La ditta è finita al centro dell’inchiesta – secondo la Direzione distrettuale antimafia di Caltanissetta -, per aver stretto accordi con i fratelli Musto, vertici della famiglia mafiosa di Niscemi, con l’obiettivo di dominare il mercato degli oli vegetali esausti. Il patto prevedeva che i boss garantissero all’azienda l’esclusiva territoriale in cambio di percentuali sui guadagni, pari a 40 euro per ogni contratto sottoscritto e 600 euro per ogni mille litri di olio esausto prelevato.
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