AGRIGENTO – Il PalaMoncada pieno di bambini, il rumore dei palloni, le risate e quell’atmosfera che sa di famiglia prima ancora che di sport. Il Memorial Salvatore Moncada ha regalato un pomeriggio autentico, carico di emozione e significato, nel segno di chi ha scritto pagine importanti della pallacanestro agrigentina. VIDEO
A dare valore alla giornata non solo la presenza di tante società del territorio, ma soprattutto le parole di chi oggi porta avanti quel progetto.
Gabriele Moncada, visibilmente coinvolto, ha ribadito la direzione: «Vogliamo fare pallacanestro ad alto livello, a livello nazionale». Un passaggio che fotografa anche le difficoltà iniziali: «La stagione è iniziata male per tante variabili, siamo intervenuti sul mercato per evitare un’altra annata negativa come le precedenti».
Poi il cuore, il senso più profondo di tutto: «L’eredità è questa: noi siamo cresciuti nel campo, mio padre si è appassionato grazie a noi, grazie al Minimax. È questo il punto di partenza che vogliamo lasciare in questa città». E ancora: «La Fortitudo fa parte della famiglia Moncada. Non è solo un’eredità, è il frutto di quello che si è creato in famiglia. Era lo strumento per stare insieme la domenica, siamo cresciuti così, dalla C2 fino ad oggi».
Uno sguardo anche al futuro, ancora tutto da costruire: «Il coach Devis Cagnardi è sotto contratto, abbiamo tanti giocatori legati al progetto, ma ci saranno valutazioni da fare nei prossimi giorni insieme ai procuratori».
Proprio Cagnardi, allenatore della prima squadra, ha ricordato con emozione il primo incontro con Totò Moncada: «Mi disse subito: “coach, mi interessa capire che persona sei prima ancora che allenatore”. È una cosa che mi porto dentro. Era una persona carismatica, quando parlava tutti lo seguivano». E guardando il parquet pieno di bambini ha aggiunto: «È il modo migliore per ricordare chi ha creato tutto questo, una persona che amava profondamente la pallacanestro e i giovani».
Accanto alla prima squadra, il lavoro quotidiano sul territorio resta centrale. Michele Giovannatto, responsabile del settore giovanile, ha sottolineato: «È un Memorial a cui tutta la famiglia Moncada tiene tantissimo. Vedere il palazzetto così pieno, con genitori, ragazzi e anche i giocatori della prima squadra, è qualcosa di speciale». E ancora: «Crescono i numeri, cresce la voglia di basket. Il primo obiettivo è far innamorare i bambini di questo sport».
Un messaggio chiaro, che va oltre il singolo evento. Il Memorial non è solo ricordo, ma continuità. È la prova che ad Agrigento il basket non è soltanto una squadra, ma un movimento che cresce, partendo proprio dai più piccoli.
E in quel campo, oggi, c’era già il futuro. Nelle prossime ore pubblicheremo un’intervista completa a coach Devis Cagnardi e ad Alby Conti.
Leggi anche: Memorial Salvatore Moncada, minibasket protagonista al PalaMoncada
Segui il canale AgrigentoOggi su WhatsApp






