Il giudice monocratico del tribunale di Agrigento, Manfredi Coffari, ha inflitto la condanna a 1 anno di reclusione a un quarantenne agrigentino, con le accuse di furto e indebito utilizzo di carte di credito. Accolta parzialmente la tesi del difensore dell’imputato, l’avvocato Monica Malogioglio. Il pubblico ministero, a margine della requisitoria, aveva chiesto la condanna a due anni di carcere. La vicenda giudiziaria prende avvio dalla denuncia presentata da una donna, dipendente di un’impresa per le pulizie, per il furto della borsa.
All’interno dell’accessorio c’era anche una carta di credito. L’agrigentino – secondo l’accusa – avrebbe utilizzato quella stessa carta per fare acquisti in alcuni esercizi commerciali del centro di Agrigento. Sarebbe stato ripreso dalle telecamere di un panificio, di una caffetteria e di un rifornimento di carburante, mentre digita il Pin, effettua acquisiti e paga una somma per un debito pregresso.
L’avvocato Malogioglio sostiene che se c’è prova dell’indebito utilizzo della carta, come confermato dalle videoriprese, non vi è prova certa del furto, stante che la borsa della persona offesa era stata conservata dietro la porta di un bagno pubblico accessibile a tutti, circostanza che rende compatibile un’altra ricostruzione: ovvero che un soggetto terzo possa aver prelevato la borsa facendola avere all’imputato, il quale si sarebbe limitato all’utilizzo della sola carta. Circostanza che porterebbe ad assolvere l’imputato per il reato di furto con forte riduzione della pena. La difesa ha presentato appello.
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