Il gip del Tribunale di Agrigento, Alberto Lippini, in accoglimento della richiesta dell’avvocato Antonio La Cola, ha sostituito la misura cautelare nei confronti del 29enne di Canicattì accusato di maltrattamenti in famiglia, estorsione consumata e tentata. Avrebbe minacciato di morte la madre con un coltello e un martello per farsi consegnare i soldi destinati all’acquisto di sostanze stupefacenti.
Il giovane dal carcere passa agli arresti domiciliari in una comunità con l’applicazione del braccialetto elettronico. Secondo la ricostruzione dei fatti il 29enne avrebbe sottoposto la madre a continue minacce e violenze per ottenere denaro necessario per comprare droga, in particolare crack ed eroina. In un anno le avrebbe estorto circa 10 mila euro.
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