“L’85% dei fondi per investimenti in sicurezza si perde nella burocrazia. La vita è sacra: servono controlli che premiano chi lavora bene”. È un accorato appello quello che il vicepresidente nazionale vicario di Conflavoro e segretario regionale della Sicilia, Giuseppe Pullara, ha rivolto alla platea presente ad Agrigento questa mattina, 28 aprile, nel corso del seminario dedicato al bando ISI 2025 e ai finanziamenti a fondo perduto perla sicurezza nelle PMI. Un appuntamento che ha riunito istituzioni, professionisti e associazioni datoriali, tra cui Conflavoro Sicilia, e che si è svolto nella Giornata mondiale per la sicurezza e la salute sul lavoro.
Proprio in questa ricorrenza, i numeri diffusi da Inail e dalle principali istituzioni europee restituiscono un quadro drammatico: 2,77 morti al giorno in Italia, 3,3 decessi ogni100mila lavoratori, contro una media europea di 1,3. Peggio di noi solo Francia e Bulgaria. A questi dati si aggiungono 600mila incidenti annui, molti dei quali legati a impianti obsoleti, cantieri non adeguati e una cultura della prevenzione ancora troppo fragile. Secondo i dati Inail più recenti, la Sicilia registra ogni anno oltre 30 morti sul lavoro; gli incidenti denunciati superano quota 25mila; i settori più colpiti restano edilizia, agricoltura, logistica e servizi.
Il meccanismo di accesso ai bandi per ottenere fondi destinati agli investimenti insicurezza resta uno dei più criticati d’Italia. Secondo quanto evidenziato dalla Corte dei Conti nella Delibera n. 60/2026 della Sezione controllo enti, pubblicata in questi giorni,l’85% circa delle risorse finisce disperso nella burocrazia, con pesanti ricadute soprattutto sulle micro e piccole imprese, che costituiscono oltre il 95% del tessuto produttivo siciliano. Durante la tavola rotonda, Pullara ha richiamato con forza la necessità di una riforma strutturale: “Possiamo organizzare convegni, tavoli, progetti, ma se non semplifichiamo davvero, le PMI continueranno a essere schiacciate. Servono controlli seri, che facciano emergere le aziende virtuose, non un percorso a ostacoli che trasforma la sicurezza in una lotteria”.
Un quadro che rende ancora più urgente un sistema di incentivi realmente accessibile, capace di sostenere chi investe in tecnologie, formazione e prevenzione. E poi, un invito aperto alle istituzioni del territorio: “Ampliamo i tavoli di confronto, rendiamoli permanenti e realmente operativi. La sicurezza non può essere un tema episodico: serve una cabina di regia stabile, che unisca imprese, enti di controllo, ordini professionali e amministrazioni locali, per costruire insieme un modello siciliano di prevenzione che sia finalmente efficace e misurabile nel tempo”.
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