I pubblici ministeri Andrea Zoppi e Gianluca De Leo hanno chiesto il rinvio a giudizio di nove persone nel procedimento che vede al centro l’ex presidente della Regione siciliana. La prima udienza davanti al Gup del tribunale di Agrigento, Ermelinda Marfia, è fissata per l’8 maggio. Con Cuffaro, che è ancora agli arresti domiciliari saranno imputati di traffico di influenze e corruzione anche altre otto persone.
Risponderanno di corruzione, con l’ex governatore, l’ex direttore generale dell’azienda ospedaliera Villa Sofia Cervello, Roberto Colletti (anche lui ai domiciliari) il primario del Trauma Center di Villa Sofia, Antonio Iacono, lo storico autista e collaboratore di Cuffaro, Vito Raso. Sono tutti accusati del presunto aggiustamento di un concorso per la stabilizzazione di operatori sociosanitari.
C’è poi il filone degli appalti per i servizi di lavanderia e ausiliariato dell’Asp di Siracusa, in cui si ipotizza il traffico di influenze e che vede al centro alcuni ex dipendenti e collaboratori della ditta Dussmann Service Srl: Mauro Marchese, Marco Dammone, Ferdinando Aiello, ai quali si è aggiunto ora Roberto Spotti, indicato come legale rappresentante della stessa società. Sotto accusa anche Sergio Mazzola, originario di Belmonte Mezzagno (Palermo), titolare della Euroservice Srl.
Verso l’archiviazione la posizione di Saverio Romano, deputato nazionale di Noi Moderati: l’ufficio inquirente aveva chiesto l’utilizzo delle intercettazioni a suo carico, negato però dalla Camera.
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