Una vera e propria spedizione punitiva per vendicare un presunto torto subito. Il proprietario di una macelleria di Porto Empedocle è stato brutalmente pestato riportando gravi traumi. Portato e ricoverato in ospedale non versa in pericolo di vita. Ha riportato lesioni compatibili con arma da taglio giudicate guaribili in 45 giorni. Se l’è vista brutta. I poliziotti del Commissariato “Frontiera”, dopo un’indagine “lampo” e ricostruito l’intera vicenda, hanno arrestato due empedoclini di 42 e 39 anni, con le accuse di lesioni gravi, in concorso, e porto di oggetti atti ad offendere.
I due indagati (difesi dagli avvocati Teres’Alba Raguccia e Rosario Fiore), avrebbero aggredito il commerciante a colpi di mazza e sega, per motivi riconducibili a questioni personali e private. Secondo quanto ricostruito, infatti, il 42enne si sarebbe recato nella macelleria gestita dalla persona offesa. Il commerciante avrebbe reagito alle minacce colpendolo con pugni e calci per poi allontanarlo. Poco più tardi è scattata la vendetta. Il macellaio è stato colpito ripetutamente con una mazza e una sega da potatura alle gambe, alla testa, alle spalle e alle braccia.
Conclusa la spedizione punitiva sono scappati. Gli agenti, coordinati dalla Procura di Agrigento, dopo avere raccolto alcune testimonianze, hanno ricostruito i fatti e rintracciato gli autori dell’azione violenta. Il gip del tribunale di Agrigento, Giuseppe Miceli, con propria ordinanza, ha disposto gli arresti domiciliari con l’applicazione del braccialetto elettronico nei confronti dei due indagati. Nell’inchiesta risulta indagato anche una terza persona, un 28enne empedoclino, che avrebbe fatto da “palo” ma nei cui confronti però non è stata applicata alcuna misura cautelare.
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