Akragas, La Porta: “Campionato segnato, ma in Coppa siamo dei pitbull”
Finale di stagione tutto da vivere per l’Akragas, tra un campionato ormai indirizzato e una Coppa Italia che resta l’obiettivo più concreto. A fare il punto è il presidente Salvatore La Porta, intervenuto a Osservatorio Sportivo.
Dopo la vittoria per 4-0 contro il Qal’At, i biancazzurri hanno fatto il loro dovere, ma il successo del Priolo a Sommatino mantiene invariato il distacco: quattro punti a due giornate dalla fine. «In qualsiasi altro girone saremmo stati primi con oltre dieci punti di vantaggio – spiega La Porta – ma abbiamo trovato un Priolo che ha fatto qualcosa di fuori dal normale. A loro vanno i complimenti».
Il rammarico resta, anche per come si è sviluppata la stagione. «Siamo stati penalizzati da due episodi: un rigore sbagliato all’87’ e uno molto discutibile contro di noi. Con quei punti oggi saremmo a pari». Nonostante questo, il presidente difende il percorso della squadra: «Non ci rimproveriamo nulla. Nel girone di ritorno siamo stati perfetti, una squadra quadrata, quasi imbattibile».
Episodi e anche un pizzico di sfortuna, come nella gara contro il Noto: «Sembrava una porta stregata, tra pali, traverse e miracoli del portiere».
Se il campionato sembra ormai avere emesso il suo verdetto, diverso è il discorso in Coppa Italia. «Noi lì siamo come i pitbull: quando azzanniamo la preda non la lasciamo. È un’altra chance e ci crediamo».
Il destino ha voluto ancora il Priolo sulla strada dell’Akragas anche in semifinale. «Sono fatalista, sembra fatto apposta. Ma a questo punto chi incontri incontri, sono tutte squadre forti. Se vuoi andare in Eccellenza devi vincere».
Guardando al futuro, La Porta è chiaro: «La Promozione sta stretta ad Agrigento. Questa città merita di più e noi stiamo lavorando per costruire qualcosa di importante, puntando anche sui giovani». Un progetto partito da zero: «Quando siamo arrivati era tutto da ricostruire, abbiamo dovuto demolire e ripartire».
Tema centrale anche quello dello stadio Esseneto. «Quest’anno abbiamo pagato tanto il fatto di giocare ad Aragona, che ringraziamo per l’ospitalità. Ma casa è un’altra cosa. Speriamo che dalla prossima stagione si possa tornare lì».
Infine, uno sguardo alla semifinale di Coppa: «Il 22 aprile giochiamo l’andata ad Aragona. Il ritorno? Si giocherà più avanti, ed è una cosa che non condivido, ma dobbiamo adeguarci».
Il messaggio è chiaro: il campionato può essere compromesso, ma l’Akragas non ha alcuna intenzione di mollare. «Noi – conclude – giocheremo fino all’ultimo secondo». Il presidente è intervenuto come ospite nella trasmissione sportiva condotta da Gaetano Ravanà, dove tra l’altro ha incontrato e si complimentato con il presidente dell’Aragona.
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