Non è una riflessione, non è una pausa. È una scelta definitiva.
Il sindaco di Agrigento, Francesco Miccichè, rompe gli indugi e affida ad AgrigentoOggi parole che non lasciano spazio a interpretazioni: “Il mio è un addio con la A maiuscola”.
Una decisione maturata nel tempo e che oggi diventa ufficiale.
“Come sindaco sicuramente no. Per quanto riguarda la mia attività politica, finisce qui. Ho necessità di rientrare all’Asp, ero in aspettativa: la mia priorità adesso è tornare al lavoro”.
Un passo indietro netto, mentre il centrodestra è ancora alla ricerca di un candidato unitario. E proprio su questo punto, Miccichè rivela un retroscena:
“Mi hanno cercato in questi ultimi tempi, mi hanno chiesto di ricandidarmi, ma ho rifiutato. È stata una scelta ponderata”.
Parole che pesano e che incidono sugli equilibri politici in città.

Nel bilancio di fine mandato emergono anche amarezza e delusione:
“Abbiamo affrontato un percorso complesso, spesso impegnativo. Non sono mancati attacchi, anche personali, che hanno coinvolto me e la mia famiglia. Il confronto è fondamentale, ma deve restare sul piano delle idee e del rispetto”.
Poi rivendica alcune delle opere realizzate:
“Dalla riqualificazione di Villaseta alla riapertura dei Filippini, passando per gli interventi nel centro e nelle periferie come Monserrato e Fontanelle, fino ai progetti su Terravecchia e al Museo Civico: sono risultati concreti”.
Ma c’è anche spazio per il rammarico più grande:
“Mi pento di non essermi dimesso uno o due anni fa, quando Agrigento si preparava all’anno di Capitale della Cultura. Non mi hanno fatto gestire nulla: quello poteva essere il momento per lasciare”.
Guardando alle ultime settimane di mandato, il sindaco indica una priorità chiara: chiudere il bando sui rifiuti, con modifiche al sistema della raccolta differenziata. L’obiettivo è arrivare all’appalto prima della fine dell’esperienza amministrativa.
E sul futuro politico della città, Miccichè non nasconde le sue perplessità:
“Al momento non vedo profili adatti a guidare Agrigento”.
Un giudizio che si inserisce nel dibattito sul possibile ritorno in campo dell’ex sindaco Calogero Firetto:
“Come persona non ho nulla da dire, ma è paradossale che il centrodestra possa proporre un candidato che è stato vicino al centrosinistra e che negli ultimi anni ha guidato l’opposizione”.
Un passaggio che fotografa la confusione attuale nello schieramento.
Così, mentre i partiti continuano a rincorrere un nome condiviso, Miccichè esce definitivamente di scena.
Senza ambiguità, senza margini di ritorno. Un addio vero, che chiude una stagione e lascia aperti tutti gli interrogativi sul futuro politico di Agrigento. Leggi anche: Miccichè, insediamento di un sindaco del popolo FOTO/VIDEO
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