La rottamazione delle cartelle ad Agrigento entra nel vivo dello scontro politico-amministrativo. E questa volta il confronto si fa diretto, senza più margini per ambiguità.
A mettere pressione sugli uffici è la consigliera comunale Roberta Zicari, che con un intervento pubblico chiarisce lo stato dell’arte e rilancia con una domanda netta: perché il dirigente non esprime parere favorevole?
Secondo quanto riferito, il regolamento per la definizione agevolata dei tributi è già stato predisposto e trasmesso agli uffici. Un testo che consentirebbe di rottamare gli avvisi dal 2018 al 2023, includendo anche le posizioni attualmente oggetto di contenzioso.
Un impianto che, sottolinea Zicari, non presenta criticità dal punto di vista normativo: il regolamento è infatti costruito sul modello elaborato da Ifel, la fondazione che supporta l’Anci, riferimento nazionale per i Comuni italiani.
Ma non solo. Nella proposta è stata inserita anche una clausola di prudenza operativa: l’entrata in vigore verrebbe posticipata per consentire agli uffici di organizzarsi, predisporre strumenti contabili adeguati, rafforzare il personale e dotarsi di un gestionale in grado di gestire rateizzazioni e calcolo dei pagamenti.
Un tentativo, dunque, di superare anche le possibili criticità tecniche.
Eppure, il nodo resta. E diventa politico.
“Come può un Comune come il nostro – incalza Zicari – che continua a spendere, non avere l’equilibrio di bilancio necessario per autorizzare la procedura?”
Un interrogativo che apre un fronte delicato, quello dei conti pubblici, e che si intreccia inevitabilmente con la campagna elettorale in corso.
Dal punto di vista normativo, la consigliera evidenzia come non vi siano termini rigidi per aderire alla rottamazione, trattandosi di una facoltà concessa dalla legge di bilancio. Tuttavia, il riferimento temporale resta chiaro: la misura dovrebbe essere attivata entro il 2026.
Da qui la richiesta di accelerare.
Lo snodo potrebbe arrivare già nelle prossime ore. Zicari guarda infatti alla giornata di martedì 7, ritenuta decisiva: “Ci sono gli estremi per una seduta fiume – spiega – con il coinvolgimento di commissioni, dirigenti e revisori anche direttamente in Aula”.
Una mossa che, di fatto, mette gli uffici davanti a una scelta senza più alibi: autorizzare o bocciare.
“Il contropiede di presentare il regolamento – conclude – serve proprio a questo: capire se si può fare o no. E se la risposta è negativa, che vengano spiegati chiaramente i motivi”.
Il tempo stringe. E la rottamazione, da misura tecnica, si trasforma sempre più in un banco di prova politico.
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