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Home » dalla città » Amministrative Agrigento, gli architetti offrono idee e proposte ai candidati sindaco

Amministrative Agrigento, gli architetti offrono idee e proposte ai candidati sindaco

Nino Ravanà Di Nino Ravanà
30 Marzo 2026
in dalla città
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Gli architetti su rigenerazione e decoro urbano: nuove idee ai candidati a sindaco di Agrigento

Una città da ripensare, progettare, ricucire. In vista delle amministrative ad Agrigento, gli architetti scendono in campo e mettono a disposizione dei candidati sindaco un pacchetto di idee e proposte per il futuro urbano della città.

Rigenerazione urbana, riduzione del consumo di suolo; l’aeroporto per ridurre il grave gap infrastrutturale; gli interventi necessari per contrastare il dissesto idrogeologico e per garantire il decoro urbano e la protezione delle coste dall’erosione marina. Sono queste le azioni necessarie per superare le maggiori criticità del territorio agrigentino, secondo l’Ordine degli architetti che traccia un percorso a tappe per affrontare queste tematiche, da sottoporre all’attenzione dei candidati a sindaco. «La prima tappa, quella odierna – dichiara il presidente dell’Ordine, Rino La Mendola – è riservata al tema della rigenerazione e del decoro urbano, mentre nei prossimi giorni ci sarà spazio per le strategie da adottare per superare l’isolamento infrastrutturale, la fragilità idrogeologica del territorio ed il fenomeno dell’erosione marina».

L’eccessiva espansione della città. Negli ultimi 60 anni la città è cresciuta a dismisura, con struttura satellitare, mentre il numero degli abitanti è rimasto quasi immutato. Queste politiche hanno di fatto svuotato il centro storico, con il rischio compromettere l’identità della comunità agrigentina, e hanno progressivamente messo sotto pressione il bilancio del Comune che, a fronte di una mancata crescita dei contribuenti e quindi di nuove entrate, nel corso degli ultimi 60 anni, ha dovuto provvedere alla realizzazione di una serie di opere di urbanizzazione su una superficie sempre più vasta, sulla quale non è in più grado di garantire la regolare manutenzione: tutto ciò si traduce in fatiscenza, degrado e in un’allarmante caduta libera del decoro urbano.

In vista delle amministrative ad Agrigento, gli architetti mettono a disposizione dei candidati sindaco idee e proposte su rigenerazione urbana e decoro.

Il cambio di paradigma. «Oggi – afferma Rino La Mendola – è necessaria e urgente un’inversione di tendenza nella gestione del territorio, fondata sul blocco dell’espansione edilizia della città e sulla riqualificazione del patrimonio edilizio esistente, soprattutto all’interno del centro storico che dovrebbe essere ripopolato attraverso incentivi fiscali, come il blocco, per quattro o cinque anni, delle tasse sulla casa in favore dei cittadini che, entro tale periodo, ristrutturino la propria casa o i propri locali per riaprire quelle botteghe di artigianato e piccolo commercio che caratterizzavano la città antica sino agli anni ‘60-’70».

«Ciò consentirebbe il rilancio del centro storico quale cuore pulsante della città e di consolidare le radici culturali della comunità agrigentina – sottolinea La Mendola -. Le mancate entrate nelle casse comunali dei primi anni sarebbero presto compensate dal fiorire di una serie di attività commerciali e artigianali che garantirebbero un incremento del gettito fiscale non solo in favore del Comune, ma anche dello Stato».

Investire nella riqualificazione del centro storico. «Affinché il fenomeno di ripopolamento del centro storico abbia successo – continua La Mendola – sono necessari contestualmente nuovi investimenti per riqualificare gli spazi pubblici con interventi anche semplici, come la pavimentazione e l’illuminazione artistica di piazze e cortili, o più complessi come quelli per realizzare adeguati parcheggi ai margini della città antica, che possano consentirne un uso pedonale, come accade in tutte le grandi città storiche. Tutto ciò, nella consapevolezza che un euro di investimenti pubblici genera fino a dodici euro di investimenti privati».

Il recupero di quartieri abbandonati come l’Addolorata o Santa Croce. «La valorizzazione del centro storico – aggiunge il Presidente degli architetti – con il supporto di un nuovo Piano Particolareggiato di Recupero, potrebbe ricomprendere in modo organico anche la riqualificazione dei quartieri colpiti della frana del 1966, come il Rabato, Santa Croce e l’Addolorata, che oggi versano nel degrado e nell’abbandono. Il recupero di questi quartieri potrebbe rilanciare il percorso costituito da via Atenea, Piazza Pirandello e via Garibaldi, quale asse attorno al quale riaggregare e valorizzare il centro storico, che avrebbe di fatto due ingressi: uno da Porta di Ponte e l’altro dall’Addolorata. In corrispondenza delle due “porte” di ingresso dovrebbero essere realizzati due ampi parcheggi, che potrebbero consentire la trasformazione dell’intero centro storico in zona Ztl (a traffico limitato), puntando dunque alla sua progressiva pedonalizzazione. In questo contesto, potrebbe essere recuperato e integrato anche il parco Icori, che attualmente versa in condizioni di isolamento e di abbandono».

Le risorse necessarie, in parte già disponibili grazie a un primo finanziamento della Regione per la riqualificazione del quartiere di Santa Croce, sono da ricercare nella programmazione 2021-2027 dei fondi comunitari. «Augurando una serena e proficua campagna elettorale a tutti i candidati a sindaco della Città dei templi -conclude La Mendola – offriamo loro queste prime idee, alle quali, nei prossimi giorni, faranno seguito altri nostri contributi per il superamento delle più importanti criticità del territorio agrigentino».

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Tags: agrigentoarchitettisindaco
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