Cipolla e Catania alla vigilia: “Squadra in crescita, ma servirà attenzione contro una delle migliori”
La corsa entra nel vivo, il margine si assottiglia e ogni dettaglio pesa come un macigno. L’Akragas si prepara alla trasferta di Scordia, primo crocevia delle ultime quattro giornate di campionato, con la consapevolezza di essere cresciuta ma anche con il dovere di restare lucida.
A dirlo è il capitano Alfonso Cipolla, che alla vigilia fotografa una squadra diversa rispetto a qualche settimana fa:
«Arriviamo come nelle altre partite, tranquilli e sereni. Siamo in crescita, abbiamo acquisito maggiore sicurezza nei nostri mezzi e le prestazioni sono state in crescendo».
Ma guai ad abbassare la guardia. Perché quella contro la Gymnica Scordia non è una partita come le altre.
«Sappiamo che sarà la più difficile tra quelle affrontate di recente – ammette il capitano – perché loro sono una buona squadra, sono in zona play-off e in casa venderanno cara la pelle. Sono tutti fattori che incideranno».
È qui che si misura la maturità di un gruppo giovane, costruito in estate e oggi finalmente più compatto:
«Adesso siamo una squadra più “combat”, sappiamo cosa dobbiamo fare e diamo il massimo dal primo minuto alla fine. Abbiamo trovato la strada giusta».
Sulla stessa linea anche mister Sebi Catania, che invita a non sottovalutare l’avversario:
«Affrontiamo una squadra forte, terza in classifica non a caso. Dovremo andare con il nostro piglio, con rispetto, cercando di ottenere il massimo».
Il tecnico conferma il buon momento dei suoi:
«Stiamo bene da un po’ di tempo, i ragazzi stanno dando tutto. C’è serenità e massimo impegno, ma in questo campionato le insidie sono sempre dietro l’angolo».
Ed è proprio questo il punto. Perché Scordia non è solo una tappa, ma una trappola potenziale: campo caldo, avversario in fiducia, obiettivi ancora aperti. Servirà un’Akragas concreta, attenta, capace di leggere la partita senza frenesia.
Il 29 marzo l’Akragas sarà impegnata nel ritorno dei quarti di finale di Coppa Italia sul campo dell’Orlandina.
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