Diventano definitive le tre condanne per omicidio colposo per la tragica morte di Giuseppe Barbato, l’empedoclino di appena 17 anni deceduto in un terribile incidente stradale la notte dell’1 ottobre 2017 lungo via Passeggiata Archeologica, nei pressi del bar Promenade di Agrigento. La Cassazione, rigettando i ricorsi delle difese, conferma le condanne a 5 mesi e 10 giorni di reclusione ciascuno – pena sospesa – nei confronti dell’ingegnere capo Maria Rita Giglione, di 60 anni, del geometra Emanuele Montana Lampo, di 55 anni, entrambi di Agrigento, e dell’operaio Alfonso Giglia, di 68 annui, di Aragona. Tutti sono dipendenti Anas.
Il giovane, studente dell’istituto Foderà, viaggiava a bordo del suo Honda Sh insieme ad una coetanea. Lo schianto, intorno le cinque e mezzo del mattino, dopo aver perso il controllo del mezzo. La passeggera rimase gravemente ferita mentre per Giuseppe non ci fu nulla da fare. I tre imputati, secondo la ricostruzione della Procura di Agrigento, non avrebbero segnalato in maniera adeguata la presenza di un cantiere aperto per rimuovere alcune radici degli alberi presenti in quel punto di carreggiata, omettendo di segnalare il pericolo della sconnessione della strada.
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