Chiedono un risarcimento di circa un milione di euro, ritenendo configurabili profili di colpa dei sanitari che lo ebbero in cura. Sono i familiari di un paziente morto a Palermo, ma ricoverato poco prima all’ospedale di Agrigento. Con l’assistenza degli avvocati Angelo Farruggia e Manuela Raneri, hanno adesso citato in giudizio l’Asp di Agrigento. La prima udienza si terrà innanzi al Tribunale di Agrigento nell’aprile 2026.
A seguito di stenosi intestinale D.E., queste le iniziali del paziente di Porto Empedocle, nel settembre 2020 si sottoponeva presso il reparto di chirurgia dell’aspedale San Giovanni di Dio di Agrigento a procedura endoscopica (Ercp), dalla quale derivava un’emorragia digestiva per contrastare la quale i sanitari del nosocomio agrigentino sottoponevano il paziente a intervento chirurgico riparatore che tuttavia si rivelava infruttuoso e non risolutivo.
Nei giorni successivi, infatti, il paziente, dopo un apparente miglioramento, andava incontro a uno stato di shock, con alterazione dei valori pressori e della frequenza cardiaca, e per il protrarsi delle perdite emorragiche veniva nuovamente condotto con urgenza in sala operatoria per ulteriore intervento chirurgico.
Anche l’ulteriore approccio chirurgico si rilevava inutile, tant’è che per l’aggravarsi delle condizioni di salute il paziente, sedato, veniva trasferito con l’elisoccorso all’ospedale Civico Benefratelli di Palermo, Centro ospedaliero attrezzato per il trattamento avanzato dell’emorragia, ma la situazione clinica era talmente grave che ogni tentativo dei sanitaria palermitani di salvare la vita al paziente si è rivelato inutile.
Segui il canale AgrigentoOggi su WhatsApp
