Pace, droni e un filo di malinconia
C’è un momento, durante il Mandorlo in Fiore, che più di ogni altro racconta il senso profondo della festa: l’accensione del Tripode dell’Amicizia davanti al Tempio della Concordia. Un gesto simbolico che unisce popoli e culture, e che quest’anno ha avuto un sapore particolare.
A compierlo è stato ancora una volta il sindaco Francesco Miccichè, alla quarta accensione da primo cittadino. Un gesto compiuto con la sicurezza di chi ormai conosce bene il rito e il peso simbolico di quel momento, ma anche con una velata malinconia: con ogni probabilità, è stata l’ultima volta. Miccichè ha acceso la fiaccola con il passo deciso di chi sa cosa rappresenta quel gesto. L’esperienza della quarta volta si è vista tutta, ma nelle sue parole non è mancata l’emozione.
«La quarta volta. Diversa dalle altre. È un’emozione grandissima in questo momento di guerra mandare un messaggio di pace in tutto il mondo. È qualcosa di veramente forte», ci ha ha detto subito dopo la cerimonia.
Il Tripode dell’Amicizia, simbolo del Mandorlo in Fiore, continua così a parlare il linguaggio universale della pace. Un messaggio che, come ha sottolineato il sindaco, assume un significato ancora più profondo in un tempo segnato da tensioni e conflitti internazionali. «Spero che il messaggio arrivi in ogni angolo del mondo, che da Agrigento parta davvero un messaggio di pace», ha aggiunto.
Subito dopo l’accensione, gli occhi si sono alzati verso il cielo della Valle dei Templi, dove ha preso forma uno dei momenti più spettacolari dell’edizione: lo show dei droni luminosi sopra il Tempio della Concordia. Un disegno di luci e coreografie tecnologiche che ha trasformato il cielo in un grande palcoscenico, regalando immagini suggestive che hanno lasciato il pubblico con il naso all’insù.
«Lo spettacolo dei droni è stato un’emozione veramente grande», ha raccontato Miccichè. «Li avevo visti a L’Aquila e ho voluto portarli anche qui ad Agrigento».
Uno spettacolo imponente, dal costo di circa 70 mila euro, che ha unito tecnologia e scenografia naturale, sfruttando il fascino senza tempo della Valle dei Templi. Suggestive anche le immagini per chi ha seguito l’evento da casa, grazie alla regia televisiva di Giacomo Fattori, che ha valorizzato ogni momento della cerimonia. Le riprese aeree e video sono state assicurate dalla GapMovie di Alessandro Giuliana, contribuendo a restituire uno spettacolo visivo di grande impatto.
Ma dietro la spettacolarità della serata, per il sindaco non è mancato un momento di riflessione personale. «Ho provato un po’ di malinconia e nostalgia, perché per me è stata probabilmente l’ultima volta», ha confessato.
Una frase che segna simbolicamente la fine di un ciclo amministrativo e politico. L’accensione del Tripode, gesto rituale del Mandorlo in Fiore, diventa così anche il saluto di un sindaco che ha accompagnato la festa negli ultimi anni. E mentre la fiamma del Tripode continua a bruciare davanti al Tempio della Concordia, il messaggio resta lo stesso: da Agrigento, ancora una volta, parte un invito alla pace tra i popoli.
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