Pari opportunità in Architettura, i dati parlano chiaro e mostrano una situazione paritaria, almeno in Italia: su 155.788 iscritti agli Ordini degli architetti, il 45,50 per cento sono donne mentre il 55 per cento uomini. I dati, però, cambiano drasticamente nell’Agrigentino dove su 1600 iscritti, soltanto il 32 per cento appartiene al sesso femminile. C’è di più. Nella libera professione, gli iscritti alla sezione locale di Inarcassa di Agrigento sono complessivamente 508 e, di questi, soltanto 96 sono donne, con una percentuale inferiore al 20 per cento. E così, il territorio agrigentino si piazza al terzultimo posto a livello nazionale, seguito soltanto da Crotone e Caltanissetta. Se n’è parlato ieri a Casa Sanfilippo, durante il convegno promosso dall’Ordine degli architetti e dalla Fondazione Architetti nel Mediterraneo, sul tema “Architettura & Donna. Stato della professione e prospettive future nelle pari opportunità”.
“Questi numeri non sono semplici statistiche – spiega Angela Muratore, consigliere dell’Ordine degli architetti – ma raccontano una specificità territoriale e pongono una distanza rispetto al quadro nazionale. Negli ultimi decenni la professione è cambiata profondamente eppure la piena parità non è ancora compiuta. Il divario è meno visibile ma non inesistente e riguarda anche la distribuzione degli incarichi, la presenza nei ruoli decisionali, la visibilità, talvolta anche il riconoscimento economico, la conciliazione tra vita professionale e responsabilità familiari e reti professionali che non sempre sono neutrali. Parlare di professione al femminile, quindi, non è un atto di contrapposizione bensì un esercizio di consapevolezza interna. Non si tratta di stabilire differenze gerarchiche tra un modo maschile e uno femminile di fare architettura ma di riconoscere che ogni sguardo arricchisce il progetto e la pluralità è una risorsa per la qualità della nostra professione. E questo non riguarda soltanto le carriere ma ciò che progettiamo”.
Il convegno, coordinato dalla giornalista Giovanna Neri, dopo l’intervento di apertura del presidente dell’Ordine Rino La Mendola, si è articolato in due tavole rotonde. Nel corso della prima, sul tema “Università, formazione e ricerca”, sono intervenute note rappresentanti del mondo accademico, come Tiziana Campisi, Renata Prescia e Valeria Scavone, dell’Università di Palermo-Dipartimento di Architettura; Martina Dalli Cardillo, rappresentante degli studenti del corso di laurea in Architettura, e Luisa Lo Faro, consigliere della Fondazione Architetti nel Mediterraneo. Alla seconda, sullo stato della professione e sulle prospettive future, hanno partecipato invece note rappresentanti del sistema ordinistico degli architetti come Lilia Cannarella, del Consiglio nazionale architetti; Melinda Drago, consigliere dell’Ordine degli architetti di Agrigento; Rosa Galiano, presidente dell’Ordine di Caltanissetta; Giuseppina Leone, Presidente della Consulta Regionale degli Ordini della Sicilia e dell’Ordine di Palermo, e Veronica Leone, Vicepresidente dell’Ordine di Catania.
“Questa giornata – afferma Melinda Drago, consigliere dell’Ordine degli architetti – rappresenta un momento di confronto e di studio sulle pari opportunità. Pari opportunità non solo dal punto di vista della parità di genere ma con uno sguardo più ampio. Pari opportunità per l’inserimento dei giovani architetti alla professione, per gli architetti che possono incontrare anche delle difficoltà ma guardando al doppio aspetto: accademico e professionale. Due realtà che costruiscono una professione che, durante il convegno, si sono messe a confronto per individuare le migliori strategie utili a migliorare la professione dell’architetto”.
Prima della chiusura dei lavori a cura di Rino La Mendola e del presidente della Fondazione, Piero Fiaccabrino, c’è stato spazio per un interessante dibattito, alimentato dagli interventi di Giulia Canale e Lucia Pierro del Consiglio dell’Ordine di Palermo, di Giuseppe Vita del Consiglio dell’Ordine di Agrigento e dell’architetto Andrea Di Pasquali. Dal dibattito è emerso che, nell’ambito della professione di architetto, il percorso per un’auspicata parità di genere è tracciato, ma c’è ancora tanta strada da fare.
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