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Home » note ufficiali » Escalation in Medio Oriente, Conflavoro: “Rischio oltre 2 miliardi di impatto in 6 mesi”

Escalation in Medio Oriente, Conflavoro: “Rischio oltre 2 miliardi di impatto in 6 mesi”

6 Marzo 2026
in note ufficiali
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“L’escalation in Medio Oriente e l’ipotesi di un blocco prolungato dello Stretto di Hormuz potrebbero produrre effetti significativi sull’economia siciliana. L’Isola potrebbe subire un impatto economico potenzialmente superiore ai 2 miliardi di euro nei primi sei mesi, con ripercussioni su energia, logistica, agroalimentare e occupazione”. È l’analisi del Centro Studi di Conflavoro Sicilia illustrata dal vice presidente nazionale vicario di Conflavoro e segretario regionale della Sicilia, Giuseppe Pullara. “La Sicilia è una delle regioni italiane più esposte agli shock energetici internazionali – spiega Pullara -. I nostri poli industriali e petrolchimici, insieme ai porti commerciali, dipendono in modo diretto dai flussi che transitano dal Golfo Persico. Un’interruzione prolungata rischia di rallentare la produzione, aumentare i costi e mettere in difficoltà migliaia di imprese”.

“Secondo l’elaborazione del Centro Studi regionale, un aumento del costo dell’energia fino al 35-40% potrebbe determinare rallentamenti nei poli industriali di Priolo-Melilli, Gela e Milazzo; incremento dei costi logistici fino al 25%, con impatto su porti e interporti; un calo del 15-20% dei traffici commerciali; migliaia di posti di lavoro a rischio nei settori energivori, nella logistica e nell’agroalimentare – aggiunge Pullara -. Le famiglie siciliane potrebbero, inoltre, subire una perdita del potere d’acquisto fino al 6%, con un aggravio medio stimato di 80-100 euro al mese tra energia e beni alimentari”.

“Chiediamo l’apertura immediata di un tavolo permanente con Regione – continua Pullara – per monitorare l’evoluzione della situazione e predisporre misure di tutela per imprese e lavoratori”. Conflavoro Sicilia indica come priorità il rafforzamento delle riserve energetiche; l’ accelerazione degli investimenti nelle rinnovabili e nelle comunità energetiche; il potenziamento delle infrastrutture portuali e logistiche ; strumenti rapidi di liquidità e sostegno alle Pmi. “Una filiera green strutturata – conclude il vice presidente nazionale vicario di Conflavoro – potrebbe generare migliaia di nuovi posti di lavoro nei prossimi anni”.​

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Tags: conflavoroMedio Orientemesimiliardi
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