Sodano a un passo dall’investitura, ma sugli assessori è braccio di ferro
La riunione di ieri pomeriggio, prevista in videoconferenza, è slittata a oggi. Ma il quadro sembra ormai orientato: l’area progressista sarebbe pronta a chiudere su Michele Sodano come candidato sindaco.
Al tavolo hanno preso parte Partito Democratico, Italia Viva, Movimento 5 Stelle e il leader di Controcorrente, l’onorevole Ismaele La Vardera. Tutti gli indizi portano a una convergenza sull’ex parlamentare, che in queste settimane ha costruito una candidatura strutturata e comunicativamente efficace.
Ma è proprio qui che si apre l’intoppo. Sodano ha già indicato quattro assessori designati. Una scelta personale che, dal punto di vista comunicativo, ha voluto trasmettere l’idea di un progetto nato dal basso, da un gruppo di giovani “che ad Agrigento hanno deciso di rimanere” e che hanno condiviso il percorso fin dalla prima ora. Un segnale di forza e compattezza, ma che al tavolo politico rischia di diventare un problema.
Nessuno vuole nomi imposti. Tutti ambiscono legittimamente a esprimere una propria figura in giunta. Italia Vivapunterebbe su Roberta Lala, il PD su Eleonora Sciortino. Se Giovanni Crosta potrebbe trovare consenso per la sua lunga militanza nell’area dem, altri nomi indicati finora non convincerebbero del tutto gli alleati. È qui che “casca l’asino”: la chiusura politica sul candidato sembra a un passo, ma la partita vera si gioca sulla composizione della squadra. Un nodo che dovrà sciogliersi nelle prossime ore.
A confermare la direzione intrapresa anche le parole del coordinatore cittadino del PD, Nino Cuffaro, che da noi contattato ha parlato apertamente di “soluzione B” in alternativa a Nuccio Dispenza, lasciando intendere che la scelta su Sodano sarebbe ormai la via più praticabile, anche per evitare scossoni interni e possibili dimissioni.
Intanto proprio Nuccio Dispenza interviene con una nota dal titolo eloquente: “L’ho detto e l’ho ripetuto: si è fatto scadere il tempo”.
«Di fronte al tourbillon di notizie, nomi e interventi di queste ore – scrive Dispenza – mi preme ricordare quanto dissi a inizio febbraio e quanto ho ripetuto successivamente: il tempo è scaduto. Alla nostra piccola storia cittadina il compito, se lo vorrà, di accertare le responsabilità di quello che non si compie».
E ancora: «Resta il problema di fare fronte alle famiglie politiche che non intendono mollare l’osso; a una destra che – anche a parere di tanti agrigentini e agrigentine di destra – si è dimostrata la peggiore d’Italia, maldestra e vorace. Per farvi fronte l’Area Progressista aveva il dovere di andare unita al voto, uscendo da logiche e metodi che non scimmiottassero quelle di chi detiene il potere. Quella era la strada».
Poi l’avvertimento finale: «Se non saprà farlo, resta la necessità di andare al voto per intercettare il maggiore consenso possibile. Per questo, si metta nel conto anche che a scendere direttamente in campo sia una parlamentare, Giovanna Iacono».
Il tempo, insomma, è davvero agli sgoccioli. La convergenza su Sodano appare vicina, ma la trattativa sugli equilibri interni potrebbe essere l’ultimo, decisivo banco di prova per l’area larga agrigentina.
Segui il canale AgrigentoOggi su WhatsApp
