Settantamila euro pubblici, mesi di esposizione, polemiche, discussioni, richieste dei cittadini. E alla fine il Pinocchio antimilitarista lascia Agrigento e va in tournée altrove. La statua alta cinque metri, installata in piazza Stazione il 20 settembre scorso come uno dei simboli di Agrigento Capitale Italiana della Cultura 2025, è stata smontata e trasferita fuori dalla città. Prima rimossa per far spazio al concertone di Capodanno con Noemi, poi definitivamente “salutata” da Agrigento. Destinazione: Toscana. A confermarlo è l’autore dell’opera, Edoardo Malagigi, che chiarisce come End Game – questo il nome della scultura realizzata in Tetrapak riciclato – sia stata smontata al termine del periodo espositivo e portata a Firenze, dove verrà collocata nel parco di Villa San Salvi. “Un progetto condiviso con il Comune e l’Asl – spiega l’artista – in uno spazio verde in fase di recupero”.
Fin qui i fatti. Ma il nodo politico e culturale resta tutto: 70 mila euro di fondi della Fondazione Agrigento 2025 per un’opera che non resta in città. Nessuna acquisizione al patrimonio comunale, nessuna collocazione alternativa, nessun lascito visibile dell’Anno della Cultura in uno spazio urbano agrigentino. La statua, che aveva diviso l’opinione pubblica ma era diventata uno dei segni più riconoscibili del 2025, resta proprietà dell’artista e seguirà un percorso espositivo in altre città italiane. Un epilogo che ha lasciato perplessi molti agrigentini, che avevano chiesto all’Amministrazione di individuare una nuova sede – Villa Bonfiglio era una delle ipotesi più ricorrenti – per non disperdere un investimento pubblico così rilevante. Ma nessuna trattativa per una donazione è mai partita.
A chiarirlo è il direttore generale della Fondazione, Giuseppe Parello: “Non è mai stata prevista alcuna donazione. Il progetto era legato a un’esposizione temporanea, site-specific, concepita per dialogare con piazza Stazione. L’artista, anzi, ha prolungato l’esposizione oltre i termini inizialmente stabiliti”. Resta però il dato politico e simbolico: Agrigento spende, ospita, discute, e poi lascia andare. Il Pinocchio antimilitarista continuerà a raccontare Agrigento altrove, accompagnato – come previsto dagli accordi – da pannelli che ricordano la sua nascita nell’anno di Agrigento Capitale della Cultura 2025. Ma in città, a distanza di mesi, resta una piazza vuota. E una domanda semplice: che cosa rimane davvero di quell’anno, al netto degli eventi?
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