Aeroporto di Agrigento, passo decisivo a Roma: tecnici al MIT per le ultime integrazioni
Mercoledì e giovedì i tecnici del Libero Consorzio Comunale di Agrigento (ex Provincia regionale) saranno a Roma, presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, per consegnare e illustrare le ultime integrazioni richieste nell’ambito dell’iter di valutazione del progetto aeroportuale. A rappresentare l’ente saranno l’ingegnere Michelangelo Di Carlo, l’ingegnere Filippo Napoli e il geometra Totò Cacciatore. La documentazione è finalizzata a consentire l’inserimento dell’aeroporto di Agrigento nel Piano Nazionale degli Aeroporti, passaggio fondamentale per avviare ufficialmente il percorso amministrativo e tecnico.
L’obiettivo è quello di dare il via all’iter per la realizzazione dello scalo aeroportuale nell’area di Licata, infrastruttura ritenuta strategica per lo sviluppo economico, turistico e logistico dell’intero territorio provinciale. Il confronto con il MIT rappresenta un momento chiave di un percorso lungo e complesso, ma che segna un ulteriore avanzamento concreto verso un progetto atteso da anni dal territorio agrigentino.
Nel dettaglio, il MIT ha chiesto di rafforzare l’analisi socio-economica del territorio, mettendola in relazione con la previsione di traffico stimata in 1,2 milioni di passeggeri annui, un dato considerato centrale per misurare l’impatto reale dell’infrastruttura sull’area centro-meridionale della Sicilia.
Altro punto qualificante riguarda l’aggiornamento degli studi ambientali e climatici: anemometria, idrografia, pluviometria e condizioni termiche dovranno essere ricalibrate sullo scenario attuale, per garantire la piena sostenibilità tecnica dell’opera.
Sotto la lente del Ministero anche la lunghezza della pista, fissata in 1.400 metri, che dovrà essere verificata in relazione all’aeromobile critico individuato nel progetto, l’Airbus A321, così come la compatibilità delle superfici di limitazione ostacoli, tenendo conto dell’orografia dell’area prescelta.
Infine, un passaggio tutt’altro che secondario: il MIT ha chiesto un approfondimento sul piano economico-finanziario, con una chiara previsione dei costi e dei tempi di rientro dell’investimento, elemento indispensabile per qualsiasi valutazione finale sull’opera.
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