Arriva la conferma dall’istituto Spallanzani di Roma, leader nazionale di prevenzione, diagnosi e cura delle malattie infettive: a far finire negli ospedali di Agrigento, Canicattì e Caltanissetta, una dozzina di canicattinesi è stata la tossina botulinica.
Due i casi più gravi, come ampiamente anticipato da Agrigento Oggi: un cinquantasettenne e una diciottenne che sono finiti alla Rianimazione dell’ospedale San Giovanni di Dio. L’uomo, risultato più grave, è uscito da un paio di giorni dal coma.
I pazienti, tra l’1 e il 2 gennaio, sono arrivati al pronto soccorso con chiari sintomi neurologici da disturbi alimentari, come crampi addominali, vomito e diarrea. In quale alimento il batterio si sia annidato non è chiaro.
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