“Visti a Venezia”, al cinema Concordia di Agrigento

Uno dei film più attesi in assoluto alla 79° Mostra del Cinema era IL SIGNORE DELLE FORMICHE: Gianni Amelio è un Maestro del nostro cinema e a Venezia è di casa (Leone d’Oro nel 1998 con COSI’ RIDEVANO). Nel film visto al Lido, Amelio ci riporta al processo che, nel 1968, vide come imputato Aldo Braibanti. Partigiano comunista, poeta, drammaturgo e, come sottolinea il titolo dell’opera, studioso delle formiche: “un genio straordinario”, lo definì Carmelo Bene. La sua omosessualità dichiarata va punita e il pretesto è dato da un’accusa di plagio mossa a Braibanti dalla famiglia del giovane Ettore. Un film accurato al quale Amelio arriva dopo che, nel 2014 aveva cercato materiali durante la lavorazione del documentario FELICE CHI E’ DIVERSO, lavoro dedicato all’omosessualità nella seconda metà del novecento. “Mi è venuta voglia di tornare su un caso che sintetizza bene l’inciviltà, la sporcizia, l’ingiustizia di un Paese come il nostro in quegli anni, ma non solo” ha dichiarato in un incontro veneziano il Regista. E, davvero, IL SIGNORE DELLE FORMICHE risulta per questo attuale perché l’Italia è ancora una “provincia” molto retriva. Il Braibanti descritto da Amelio è un uomo estremamente colto, poco in sintonia con la cultura “ufficiale”, che nella sua Emilia ha un gran seguito di giovani nei confronti dei quali assume atteggiamenti spesso dispotici ma, indubbiamente, carismatici e di grande fascino intellettuale. Fascino che, per qualcuno dei ragazzi, diviene attrazione anche di natura fisica e sentimentale: e, questo amore per il Maestro porterà l’allievo Ettore alla rovina tanto da essere internato, contro la sua volontà di maggiorenne, in un ospedale psichiatrico. Proprio dall’attore debuttante Leonardo Maltese, parto per parlare della recitazione: Maltese dà prova di talento solo nella parte del film in cui appare vessato dalle costrizioni ospedaliere mentre risulta poco credibile nella prima parte che lo vede innamorato (ricambiato) da Braibanti. Di ben altro spessore, neanche a dirlo, le recitazioni di Lo Cascio/Braibanti e di Elio Germano (sempre bravo) nel ruolo di Ennio, giornalista del quotidiano L’Unità. Un film per alcuni versi necessario, non indimenticabile nella sua messa in scena molto televisiva ma da vedere.Al Cinema Concordia di Agrigento.