Una due giorni di convegno sulla tiroide ad Agrigento

Le patologie tiroidee sono tra le più frequenti tra quelle di pertinenza endocrinologica. Esse possono compromettere la salute dei pazienti in maniera molto grave e, spesso, richiedono un trattamento che può durare per l’intera esistenza. La tiroide è soggetta ad una complessa modulazione ormonale e la sua corretta funzione è garantita da un adeguato apporto nutrizionale di iodio. Tuttavia, la presenza di questo elemento negli alimenti e nelle acque è molto variabile e spesso insufficiente rispetto ai fabbisogni umani.

La carenza di iodio, uno dei più gravi problemi di salute pubblica secondo stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, si traduce in diverse patologie, più o meno gravi a seconda dell’età e del sesso, come l’iper o l’ipoproduzione di ormone tiroideo da parte della ghiandola. Lo sviluppo di noduli tiroidei, ancorché evenienza molto frequente, è solitamente un fenomeno di natura benigna (solo lo 0,3 per cento dei noduli è una neoplasia maligna). Il cancro tiroideo è più diffuso tra le donne rispetto agli uomini, con un rapporto di 3,2:1 e la sua incidenza aumenta con l’età. Tra le cause, è di riconosciuta importanza l’esposizione a radiazioni ionizzanti alla regione del collo. Il cancro alla tiroide ha avuto un’incidenza moltiplicata da 10 a 100 volte come conseguenza del disastro nucleare di Chernobyl, nelle zone interessate da un aumento significativo della radioattività.

Per aggiornare gli operatori sulle più recenti acquisizioni scientifiche a livello nazionale ed internazionale in ambito clinico, chirurgico e di diagnostica per immagini, l’Accademia di studi mediterranei di Agrigento ha organizzato per domani e dopodomani, 22 e 23 settembre, un convegno di studi sul tema “Attualità nelle patologie tiroidee dalla diagnosi alla cura”. La conoscenza e la condivisione di tali nozioni è, infatti, la base per ogni possibile futura linea di sviluppo. I destinatari principali di tale evento sono tutti gli operatori coinvolti nel processo terapeutico assistenziale delle patologie tiroidee. Il convegno, dunque, vuole rivestire non solo un valore formativo a carattere scientifico, ma anche sociale e culturale, assumendo particolare rilievo per le politiche di comunicazione e di promozione finalizzate alla realizzazione di obiettivi di prevenzione e “screening”.

I lavori si svolgeranno da domattina, 22 settembre,  alle 9.30 nella sala conferenze di Casa Sanfilippo e saranno aperti dall’introduzione del presidente dell’Accademia di studi mediterranei mons. Enrico Dal Covolo. Dopo gli interventi di saluto del sindaco Franco Micciché, del presidente del polo universitario Antonio Mangiacavallo, del presidente dell’Ordine dei medici Santo Pitruzzella, e di Dario Guodo, responsabile Health and medical equipment di Samsung, il rettore dell’Università di Palermo Massimo Midiri introdurrà al cortso ed il sindaco di Palermo Roberto Lagalla terrà una prolusione.

Quindi, si aprirà la prima sessione del convegno sulla patologia tiroidea. Sarà moderata da Tommaso Vincenzo Bartolotta, che è il responsabile scientifico dell’evento, da Carla Giordano, docente di endocrinologia e primario UOC Endocrinologia all’università di Palermo, e da Giuseppa Graceffa, professore associasto di chirurgia generale all’ateneo Palermitano. Giordano terrà una relazione su “Le patologie tiroidee diffuse”, Piernicola Garoifalo parlerà su “le patologie tiroidee nodulari”, Graceffa su “Trattamento mininvasivo dei noduli tiroidei. Seguirà una tavola rotonda su “Thyroid unit: aspetti organizzativi e gestionali”, con i tre relatori e Bartolotta.

Dopodomani ,23 settembre, la seconda sessione dei lavori, moderata dallo stesso  Bartolotta e dal Pierpaolo Alongi, medico alla Medicina nucleare dell’ospedale civico di Palermo. Le relazioni saranno del prof. Bartolotta su  “Ecografia e Ti-rads”, di Vito Contisani, professore associato di diagnostica per immagini all’università La Sapienza di Roma, su “Elastosonografia”, del dott. Francesco Agnello, medico all’Università di Palermo, su “Moduli doppler di I e II generazione e del mezzo di contrasto”, da Roberto Cannella, dottorando di ricerca all’università di Palermo, su “Tomografia computerizzata e della risonanza magnetica”, dal dott. Pierpaolo Alongi su “Medicina nujcleare”. Le conclusioni saranno tratte da Bartolotta.