Un libro di ridondante umanità: Roxana-L’altalena della vita

Flash e schegge di affascinate umanità in tutti gli episodi e dialoghi delle diverse situazioni della vita, evocate sinteticamente nel titolo sotto la metafora dell’altalena. Si tratta del libro-diario della docente di francese in pensione Fina Bellomo. Un elegante volume di oltre 160 pagine, corredato da diverse fotografie e pubblicato dell’editrice Medinova di Antonio Liotta. Il quale nella prefazione tiene anzitutto a sottolineare di essersi deciso alla pubblicazione, perché la storia di Roxana “si intreccia con quella di tante altre storie, compresa quella dell’Autrice per assumere il carattere di testimonianza sociale e culturale di estrema attualità”. Una precisazione questa del Liotta che ci sembra davvero indovinata e pertinente, e che giustifica appieno anche il titolo. Si parla infatti della commovente e drammatica vicenda umana di una ragazza di nazionalità rumena di nome Roxana, nome persiano che significa “brillante”, giovane plurilaureata, bella non solo fisicamente, ma soprattutto spiritualmente, con tanta voglia di viaggiare, conoscere, vivere, relazionarsi intensamente con altre persone di diversa cultura e sensibilità, ma non solo. Anche con le cose ! con la cultura l’arte, la letteratura, la natura, …sostenuta sempre, anche nel periodo delle prove più dure, da una profonda spiritualità e da una matura fede nel trascendente. La cui vita però, nel fiore della giovinezza, viene martoriata da una grave malattia, all’inizio erroneamente diagnosticata e irrimediabilmente devastata dalle cure ricevute in Romania, con tutti i successivi tentativi possibili ma vani, di una cura poi indovinata in Italia; che però sono riuscite a prolungare solo di alcuni anni la sua vita. Roxana infatti chiude la sua esistenza terrena in Italia, ospite della “Casa di Accoglienza La Madonnina” di Candiolo (TO), a qualche chilometro di distanza dall’IRCC, centro di eccellenza per la cura e la ricerca del cancro. Roxana, la protagonista principale con cui l’autrice Fina Bellomo ha vissuto un rapporto intensissimo di profonda umanità, amicizia e reciproca simpatia, muore a Candiolo all’età di 31 anni, il 24 dicembre del 2014. La vita e la vicenda terrena di Roxana si intreccia con quella tanti altri ed offre perciò elementi di conoscenza, modi di sentire e comportamentali diversi dai nostri, anche nello sfondo del modo di agire di una burocrazia statale, nella Romania per anni governata da un potere oppressivo e liberticida. Particolarmente commovente il rapporto con il suo fidanzato che non riesce a consegnarle l’anello del fidanzamento, con tutto il significato che questo gesto significava e comportava nella particolare sensibilità e tradizione culturale rumena, di cui si viene a conoscenza leggendo il libro cosi come di altre usanze e tradizioni su feste o funerali. Un libro che continuamente trasuda umanità in tutte le circostanze, di gioia, di dolore, di improvvise difficoltà o di laceranti, improvvisi traumi, in cui la stessa autrice si sente ed è coinvolta, non solo quando parla di se stessa, ma anche quando parla degli altri….. E cosi solo ad esempio, nel giorno del suo compleanno, quando si sospende la dieta….la riflessione : “ Come vola il tempo…come è strana la vita. Può sconvolgersi da un minuto all’altro senza che te ne rendi conto, è una continua perdita, perdi i cari, i sogni, la gioventù, la salute….Chissà perché quel giorno…..io che sono convinta che anche le disgrazie facciano parte del progetto divino, ragionavo in quel modo. Certo l’ambiente in cui mi trovavo non mi aiutava…”. Quando descrive l’amarezza del padre di Roxana, Dimitru, che in momenti di sconforto dice: “…la malattia di Roxana è di quelle che ti fanno chiedere se qualcuno lassù esista…e se esiste perché dorme o si fa i fatti suoi…”. E Roxana, malgrado i terribili dolori trovava la forza di sorridere e di consolare il padre Dimitru….e la sera… “si lasciava andare rifugiandosi nella preghiera …quando poteva si faceva accompagnare nella cappella della Casa ….accendeva una candela e si sedeva davanti al Crocifisso. Amava restare al buio e sola con Lui….” Diego Acquisto